Lightning Returns: Final Fantasy XIII – Recensione

Come passeresti i 13 giorni prima della fine del mondo?

Lightning Returns
JRPG:
Square Enix

Reviewed by:
Rating:
4
On gennaio 8, 2014
Last modified:febbraio 6, 2014

Summary:

Se il primo FFXIII è stato un gioco scarso dal punto di vista dell'esplorazione e del sistema di gioco, ma rilevante per quanto riguardava la caratterizzazione dei personaggi, se il secondo presentava una storia intrigante per via dei viaggi temporali ma ripetitivo a causa di zone molto simili tra loro, nel terzo troviamo un sistema di gioco del tutto innovativo, nonché la presenza di quest e negozi, ed il ritorno dell'esplorazione, di cui i vecchi fan hanno lamentato l'assenza nei precedenti capitoli.

LIGHTNING-RETURNSEIR Games ed i suoi inviati in Giappone sono lieti di darvi il buon anno con un’altra novità fresca fresca dal Sol Levante.
Essendo infatti uscito in madrepatria già lo scorso 21 novembre, siamo finalmente pronti per recensirvi con largo anticipo sull’uscita europea, prevista per il 14 febbraio, la nuova fatica di casa Square Enix: Lightning Returns – Final Fantasy XIII.
Questo nuovo capitolo, che promette di sciogliere una volta per tutte la fitta trama che ruota attorno la figura dell’Ex-ufficiale del Corpo di Guardia di Bhodum, vede la nostra eroina alle prese con gli ultimi 13 giorni prima della fine del mondo, impegnata nella liberazione delle anime intrappolate nel caos generato dagli eventi del secondo capitolo.
Il tempo scorre con un orologio interno (un minuto del gioco corrisponde più o meno a tre dei nostri secondi), e ciò renderà possibile visitare alcune aree della mappa solo in determinati orari, o dare la possibilità di attivarle o completarle solo in alcuni momenti della giornata. Infine, come già visto in giochi come Zelda o Pokèmon, la varietà dei mostri nei quali è possibile imbattersi cambia in base alla fascia oraria in cui si sta giocando. Ogni nuovo giorno ha inizio intorno alle 6.00 del mattino e dopo 24 ore, ovvero una giornata completa, si ritorna all’Ark, un luogo senza tempo dove è possibile riaffrontare boss passati per migliorare il punteggio finale (dal momento che, come ricorderete dai passati due capitoli, anche in Lightning Returns vi sono le famose 5 stelle alla fine di ogni combattimento) e dove è possibile fare briefing sulla missione successiva con l’aiuto di Hope.
Si hanno quindi 12 giorni per completare le quest principali ed accedere in seguito al tredicesimo giorno, per affrontare così la parte finale. Nel caso non si riuscisse a completare le quest principali il gioco terminerà senza la possibilità di accedere alla parte conclusiva. Si otterrà però la nuova opzione “Nuovo gioco +” dove il giocatore potrà riaffrontare la storia dall’inizio, mantenendo però armi, costumi, oggetti e magie ottenuti durante il precedente salvataggio.

Lightning Returns

Il sistema di esperienza e l’aumentare dei parametri di gioco
La prima impressione che ho avuto giocando a quest’ultimo capitolo di Lightning è stata quella di trovarmi di fronte ad uno stile di RPG del tutto innovativo, una sorta di Assassin’s Creed con statistiche e parametri da livellare.
Ambientato in 4 città, si sviluppa infatti proprio come una sorta di roaming game, in cui la nostra “liberatrice” può accettare, oltre le quest della storia principale, più di 50 quest dei vari passanti per liberare le loro anime e raccogliere punti esperienza, punti attacco e/o attacco magico.
Il sistema di esperienza si basa proprio su questo: completare le side quest per incrementare i propri parametri ed accettare e completare le quest secondarie di farm di Chocolina, che chiederà di raccogliere degli oggetti che droppano i vari nemici casuali, per barattarli con parametri.
Non avremo più quindi una barra exp come nei vecchi Final Fantasy o i vari job da expare con l’utilizzo di CP come nei capitoli precedenti.
Questo è forse un lato negativo per chi è abituato al “non riesco a battere X mostro, vado ad expare, torno e lo sfondo”, anche perché lo scorrere del tempo non darebbe comunque la possibilità di fare le sessioni di exp selvaggio.
Un’altra cosa che noteranno i giocatori dei vecchi capitoli è che non c’è la possibilità di usare Cure durante i combattimenti e che alla fine di ogni combattimento l’energia non si ricarica automaticamente. Avremo anche un numero massimo di oggetti di cura portabili durante la nostra avventura, che aumenta grazie al completamento di alcune quest principali.

È forse proprio questa assenza di un ruolo da healer che rende inizialmente difficile il proseguimento del gioco.

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Il sistema di combattimento
Il giocatore utilizza solo ed esclusivamente Lightning, ma verrà aiutato da alcune guest star per determinate missioni. Il sistema di gioco è molto più libero dei due precedenti capitoli: il giocatore ha la possibilità di muoversi per l’area di combattimento a proprio piacimento per uscire dal raggio d’azione degli attacchi del nemico. Anche la customizzazione dei job selezionati è molto più libera, il player infatti potrà scegliere 3 principali costumi tra gli oltre 50 disponibili (in Giappone sono attualmente 54, ma da metà febbraio la Square Enix metterà sullo store nuovi set); ogni costume ha dei parametri che favoreggiano determinati ruoli, ad esempio un costume che dà +2000 HP e “guardia rigenerativa” sarà sicuramente adatto come ruolo di tank (il “Sentinella” dei primi due capitoli).
Ogni costume potrà quindi settare massimo 4 abilità, una su ogni tasto del proprio pad. Non c’è quindi un menù per selezionare le abilità ma, per rendere più veloce il gioco, si utilizzeranno direttamente i quattro tasti principali. Ogni job ha una barra ATB che si consuma con l’utilizzo delle varie azioni e che si rigenera scegliendo gli altri job a disposizione. Questo per rendere il gioco più veloce e dinamico rispetto allo spam di X che ha fatto tanto lamentare i giocatori dei giochi precedenti.
Una nuova barra aggiunta in questo nuovo capitolo è quella dei GP, che si incrementa sconfiggendo mostri e che il player utilizzerà per ricaricare la vita, bloccare il tempo in gioco o in combattimento o utilizzare tecniche speciali.

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Ed in caso di sconfitta in battaglia?
Il player ha la possibilità di utilizzare una coda di fenice o utilizzare i GP rimasti per evocare la magia Raise; in caso di assenza di GP si può scegliere se ricaricare il gioco o proseguire da un punto precedente al combattimento sacrificando però un’ora dell’orologio. Bisogna quindi evitare di essere sconfitti proprio per non rischiare di accorciare ancora di più il poco tempo a disposizione prima della fine del mondo.

Lightning-Returns-Final-Fantasy-XIII-world

L’esplorazione
Una delle pecche più grandi del primo capitolo della saga è stata proprio quella della mancanza di esplorazione, rinchiudendo la protagonista, e il giocatore, in un grande corridoio. Nel terzo capitolo possiamo dire di avere quattro grandi mappe, divise in due città e due ground. Uno dei due ground, in particolare, presenta un dungeon che accontenterà i nostalgici della sensazione di “perdersi”, già vissuta in giochi come Final Fantasy IV o VI.
Il passaggio da una zona all’altra di una mappa non presenta caricamenti, per questo si parla di quattro grandi mappe.
Una nota in particolare va all’utilità del tasto “salto”, già presente nel secondo capitolo ma praticamente inutile perché i salti erano vincolati, accompagnati dalla presenza dei tanto odiati “cerchietti blu”.
In Lightning Returns il salto è del tutto libero, il player potrà saltare da un tetto ad un altro per recuperare i vari tesori o per raggiungere aree inizialmente inaccessibili. Questa è forse la vera innovazione per quanto riguarda il fattore esplorazione.

Lightning Returns - twitterIl profilo online
A differenza dei vecchi capitoli, in Lightning Returns il giocatore avrà la possibilità di creare il proprio profilo online allegando screenshot del gioco o del punteggio ottenuto durante il combattimento contro un boss. Il giocatore potrà anche mettere in vendita oggetti che potranno poi essere acquistati da giocatori che incontreranno il suo profilo online. Lightning Returns presenta infatti un’opzione che, se attivata, dà la possibilità di incontrare i profili dei vari player online in quel momento, in qualsiasi parte del mondo, dando la possibilità quindi di dare un voto ai vari profili o fare acquisti. Questi saranno riconoscibili con un nome blu visualizzato sopra normali NPC (a volte anche sopra animali presenti in gioco).
Come in Final Fantasy XIII-2 anche qui c’è la possibilità di collegare il proprio profilo Facebook e/o Twitter per tenere aggiornati gli amici sui propri progressi di gioco.

End game, trofei, achievements, platino e tutto ciò che interessa ai più nerdoni
Anche questo nuovo capitolo della saga XIII è destinato ad un pubblico tutt’altro che hardcore. Nonostante il gioco possa presentare delle difficoltà per quanto riguarda il completamento della storia principale, non presenta dei fattori end game particolarmente difficili, il che potrà far rimpiangere agli hardcore gamer le nottate di bestemmie dedicate a nemici del calibro di Der Richter o Emerald e Ruby. Infatti tranne il boss secondario Aeronite non ci sono boss end game di particolare rilievo. Anche i trofei/achievements, sebbene siano meno noiosi del farm delle tartarughe del primo capitolo, non richiedono particolare impegno… Diciamo che la difficoltà per ottenere il platino o i 1000G è paragonabile a quella del precedente FFXIII-2. Speriamo almeno che i DLC siano in grado di regalare a noi hardcore player assetati di sfide combattimenti epici ai livelli dei sopra citati end game boss.

lightning returns

Grafica e audio
Nessun miglioramento particolare per quanto riguarda la grafica. Ritroveremo quindi lo stesso motore grafico (il White Engine) che ci ha accompagnato nell’unica serie Final Fantasy dell’era PS3/Xbox360. Come i capitoli precedenti, inoltre, presenta un limitato numero di cutscene in CGI, presenti quasi esclusivamente nel filmato finale.
Stesso discorso per l’audio e la colonna sonora, formata in maggior parte da brani dei precedenti due capitoli, salvo qualche nuova traccia. L’unica novità, se così si può dire, è il ritorno delle vecchie fanfare dei passati FF ogni qual volta viene usato il costume tipico di qualche noto personaggio. In conclusione, la mancanza più grande di questa Soundtrack è la totale assenza di brani cantati; è stato davvero un peccato concludere questa trilogia senza una canzone-pilota del gioco.

Conclusioni e riflessioni personali
Parlando di Lightning Returns viene normale paragonare il gioco ai precedenti due capitoli della serie, mettendo a confronto sistema di gioco, storia e personaggi.
Se il primo FFXIII è stato un gioco scarso dal punto di vista dell’esplorazione e del sistema di gioco, ma rilevante per quanto riguardava la caratterizzazione dei personaggi, se il secondo presentava una storia intrigante per via dei viaggi temporali ma ripetitivo a causa di zone molto simili tra loro, nel terzo troviamo un sistema di gioco del tutto innovativo, nonché la presenza di quest e negozi, ed il ritorno dell’esplorazione, di cui i vecchi fan hanno lamentato l’assenza nei precedenti capitoli.
Un’altra nota positiva si trova nella customizzazione dei vari job, meno limitata rispetto ai vari Combattente, Sentinella, Sinergista ecc…
Sebbene la storia presenti una piacevole ed intrigante ambientazione noir, in particolare nella prima parte del gioco, che ricorda a tratti l’atmosfera vissuta in Final Fantasy Type-0, è purtroppo sviluppata un po’ velocemente, impressione che ho avuto specialmente durante gli ultimi capitoli del gioco.

Oltre alla mancanza di parti hardcore, un’altra nota negativa è proprio la possibilità di utilizzare un solo personaggio, però mi rendo conto che, per come si sviluppa il gioco, sarebbe stato impossibile fare altrimenti. Diciamo che questo è forse il riscatto di una Lightning messa in secondo piano nel primo FFXIII ed eletta a “divinità” inutilizzabile nel secondo (un po’ quello che è successo con MGS2, dove Snake era una leggenda che il giocatore non poteva permettersi di utilizzare).

In conclusione, se dovessi riassumere l’intera esperienza Final Fantasy XIII, estraendo da ogni gioco gli elementi più rilevanti, potrei dire con certezza di essermi trovato di fronte ad un capitolo della saga Final Fantasy più che meritevole. Non mi sento però di classificare Lightning Returns tra i migliori Final Fantasy mai giocati, nonostante sia sicuramente una bella esperienza di gioco da vivere ed un piccolo riscatto finale per la Square Enix nei confronti di chi credeva che metter nuovamente mano su un gioco finito e completo come Final Fantasy XIII avrebbe causato un disastro della portata di FFX-2.

Da qui in poi lascio a voi la parola, tra poco più di un mese saprete darci i vostri pareri! A me non resta che augurarvi un “buon” Lightning Returns, conclusione della tormentata saga di Final Fantasy XIII.

Squall

(7.5/10)

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