Child of Light, portatore di emozioni

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Il direttore creativo di Ubisoft Patrick Plourde ha rivelato ulteriori dettagli su Child of Light, il sontuoso titolo presentato pochi giorni fa. A quanto pare il giocatore avrà la possibilità di prendere diverse decisioni durante il gioco, decisioni che porteranno a diversi finali.

Voglio correre qualche rischio con questo gioco. L’idea è semplice: e se, quando la protagonista si trova davanti ad una scelta, lasciassimo decidere il giocatore? Non voglio dire che il gioco abbia un finale completamente aperto -la storia è comunque abbastanza lineare- ma dare la possibilità al giocatore di decidere se aiutare qualcuno o no, o scegliere di accettare l’offerta del cattivo o meno avendo risultati diversi, regala un’esperienza migliore.

Quando è stato chiesto a Plourde se la scelta di una protagonista femminile possa allontanare il pubblico maschile, egli ha replicato: “Per quanto mi riguarda siamo tutti esseri umani, come prima cosa, che siamo giocatori o no. Io credo che rispondiamo tutti positivamente a delle vere emozioni. Se crei qualcosa di vero ed originale, persone provenienti da ambienti diversi e con interessi differenti potranno e vorranno parteciparvi.

I film di Miyazaki sono un riferimento importante per me, perché hanno principalmente protagoniste femminili, ma allo stesso tempo sento che sono amate dai giocatori. Puoi guardare Iron Man e Il Mio Vicino Totoro nello stesso weekend e non è considerato strano. In realtà saresti considerato un appassionato di film.

Quindi perché mai un giocatore, qualcuno che ama i giochi, non dovrebbe essere interessato a provare esperienze diverse? Un certo tipo di esperienza non ne rimpiazza un’altra, si completano a vicenda.Vedremo se Child of Light sarà ben ricevuto, e io spero che lo sarà, ma alla fin fine il suo successo starà nella qualità dell’esperienza che offre e non nell’argomento di cui abbiamo discusso.”

E’ interessante vedere come negli ultimi anni, accanto all’appiattimento progressivo dei temi e dei soggetti trattati nei videogiochi, si vada facendo strada sempre più l’esigenza di provare emozioni, vecchie e nuove allo stesso tempo. Mi trovo molto d’accordo con l’idea di Plourde. Siamo esseri umani prima di tutto, basta con questa continua distinzione tra maschi e femmine. Ognuno di noi è in cerca di emozioni, esattamente allo stesso modo. E io credo che questo gioco potrebbe fornircele.

Voi cosa ne pensate invece?

RibesBianco

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Irene "RibesBianco" Caroti

About

Nata a Firenze e trapiantata a Roma, si appassiona ai videogiochi fin da bambina, quando, complice un padre videogiocatore, inizia ad aprire il fuoco sui cattivi di Doom e Quake con grande soddisfazione. Crescendo mette giudizio e si dedica a lunghe sessioni di gioco su RPG e giochi strategici. L'altra grande passione di Ribes sono le lingue: da qui il suo ruolo di traduttrice di EIR, nonché quello di grammar nazi ufficiale all'ennesima potenza.

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