Nintendo e gli indie game? Ci pensa Dan Adelman

Dan Adelman

Nintendo eShop

Chiunque conosca la storia di Nintendo sa che si tratta di una compagnia abbastanza monolitica, che tende a concentrarsi molto sui giochi first-party e ad arrangiarsi da sola con le proprie idee, refrattaria ai grossi cambiamenti gestionali. Con l’ascesa degli indie game e la loro crescente importanza nel panorama videoludico, le rivali Sony e Microsoft hanno da tempo, chi prima e chi dopo, iniziato ad organizzarsi per promuoverli e beneficiare della loro diffusione. Di questo passo gli indie potrebbero verosimilmente giocare un importante ruolo nella guerra di vendite di console che si preannuncia soprattutto a partire dal prossimo anno.

Fino ad ora Nintendo sembra aver dato relativa importanza al fenomeno, anche se i servizi DSiWare, WiiWare e eShop hanno ospitato titoli come BIT.TRIP, Mutant Mudds e World of Goo. La pubblicazione di questi e molti altri titoli del genere è in gran parte riconducibile a Dan Adelman che, in quanto manager del business development di Nintendo America, ha lavorato principalmente per aiutare i piccoli sviluppatori a portare i loro giochi sulle console Nintendo.

Dan Adelman

Dan Adelman (al centro)

In una recente intervista a Destructoid, Adelman esprime la sua ferrea volontà ad aumentare l’importanza degli indie nella scena Nintendo e a diffonderli tra i casual gamer.
Nell’intervista possiamo leggere le seguenti dichiarazioni:

«È un po’ la mia personale missione di vita in questi giorni. Se parli con qualcuno esterno all’industria videoludica, qualcuno che non necessariamente segue o legge tutti i blog e segue tutte le ultime notizie, molti di loro sono davvero ignari riguardo questi giochi.»

«Non ne hanno mai sentito parlare, non sanno neanche che esistono. Quindi al momento sono solo una nicchia gli utenti che seguono tutti questi giochi. Personalmente però sono convinto che se si portano questi giochi nelle mani della gente per farglieli provare, le persone ne saranno scioccate. Saranno sorprese dalla loro qualità e diranno: “Non avevo idea che si potessero avere questi giochi a 15, 20, anche 10 dollari.”»

«Perciò spendo tutto il mio tempo giocando giochi indie; francamente è da un po’ che non gioco completamente un gioco retail semplicemente perché ce ne sono di così tanti grandiosi. Questo probabilmente dice di me molto più di qualsiasi altra cosa.»

Riguardo il fatto che sviluppatori indipendenti minori sembrano propensi a correre il rischio sviluppando per Wii U:

«Penso che gli sviluppatori indie per loro stessa natura siano aperti ai rischi. Non hanno grandi comunità di azionisti a cui devono rispondere, si tratta davvero di provare qualcosa di nuovo e prendere il sentiero meno battuto.»

 Sembra quindi che Adelman sia deciso a portare sempre più indie game sulle console Nintendo. E considerando la crescente qualità di questi progetti, nonché le opportunità che questi portano per un’industria videoludica più aperta e florida, non possiamo che esserne felici.

XenoBahamut

 

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Marco Patrizi

About

Marco Patrizi inizia a videogiocare a circa 6 anni col mitico Commodore 64 e i coin-op delle sale giochi (di cui sente la mancanza). Da allora, di console in console, non ha mai smesso di menar di pollici sui joypad. Ha seguito ogni generazione di console, giocando a quello che poteva e leggendo del resto, sulle riviste specializzate prima e sui siti internet poi. Scrive recensioni e articoli da diversi anni per realtà online piccole e grandi. Potete trovarlo a straparlare di robe random sul suo blog: http://www.oneinchpunch.it/

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