FTL – Faster Than Light

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Indie Game:
Subset Games

Reviewed by:
Rating:
4
On settembre 17, 2013
Last modified:settembre 17, 2013

Summary:

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È un periodo di guerra civile nella Galassia. La Ribellione sta guadagnando sempre più terreno, strappando sistema dopo sistema alla Federazione. Una piccola nave ha intercettato i piani della Ribellione per sconfiggere una volta per tutte la Flotta della Federazione e dovrà affrontare un lungo viaggio pieno di pericoli e sempre con le pattuglie ribelli alle costole, pronte a ridurla in un ammasso di detriti alla deriva nello spazio profondo. E indovinate un po’ a chi tocca il comando della nave? Ecco bravi…

Pronti al salto iperluce! Si comincia!

Il simpatico prodotto della Subset Games si presenta con una grafica piuttosto semplice, bidimensionale e molto pixellosa che, per chi come me è cresciuto con i coin-op, è una bella iniezione di nostalgia videoludica.

Il sistema di gioco è abbastanza semplice e intuitivo. Durante la partita avremo uno spaccato della nostra astronave vista dall’alto, con bene in vista corridoi e stanze dei sistemi. Questo ci permetterà di controllare facilmente i membri dell’equipaggio e assegnarli a diversi compiti, quali la sala macchine o l’armamento, tanto per dirne un paio, o controllare la gestione dell’erogazione dell’energia nei vari sistemi. Se però la gestione della nave è di per sé piuttosto facile, un altro conto è manovrare il tutto durante un combattimento. Saremo male armati e male equipaggiati, con un pugno di uomini (o alieni) a manovrare la nave e dovremo faticare per poter superare le innumerevoli difficoltà che dovremo affrontare nel nostro viaggio.

Un esempio? Sono nel pieno della battaglia contro una nave di pirati; ho poche armi e decido di agganciare i loro scudi con i cannoni laser per metterglieli fuori uso e magari usare la mia arma a raggio, che è discretamente potente, ma inutile contro gli scudi a piena potenza. Per poter usare tutte le armi, reindirizzo l’energia da altri sistemi che al momento reputo inutili, prediligendo appunto gli armamenti, ma lasciando depotenziati motori e infermeria. Strategia perfetta! A un certo punto, dall’altra nave mi arriva prima un missile, che ignora amabilmente lo scudo e mi colpisce il riciclatore di ossigeno, innescando un principio di incendio. Apro i portelli stagni in successione, in modo da togliere l’ossigeno nelle sezioni dal portello esterno fino al riciclatore, per tentare di spegnere il fuoco soffocandolo. Ci riesco, ma intanto il riciclatore è andato e il livello di ossigeno sta calando rapidamente. Un secondo missile mi mette fuori uso il controllo delle porte, impedendomi di chiudere i portelli esterni. Provo a mandare un membro dell’equipaggio a ripararlo in fretta, ma la stanza si trova nella zona priva di ossigeno. Intanto, sono riuscito a costringere alla resa la nave pirata, mettendogli fuori uso le armi. Peccato solo che senza ossigeno il mio equipaggio non duri più di una manciata di secondi! Ed eccomi a comandare una nave fantasma. Game Over, tocca ricominciare da capo.

Certo, la curva d’apprendimento è ripida, ma una volta riusciti a capire quando conviene combattere e quando invece è più prudente fuggire a gambe levate, le partite si faranno via via più interessanti. Smetteremo di saltare da un radiofaro all’altro come ranocchie drogate ed esploreremo i vari settori il più possibile, coprendo la maggior quantità di spazio nel minor numero di salti possibili, aumentando le nostre possibilità. Ad ogni salto, attiveremo un evento casuale, al quale dovremo essere pronti a rispondere. Non sempre ci sarà da sparare però. A volte sarà una richiesta d’aiuto, o incontreremo gente che vorrà aiutare noi con risorse varie. Quasi tutti i random events, oltre alle scelte standard, avranno una o più possibilità “nascoste”, attivabili solo se saremo in possesso di determinati equipaggiamenti o personale di bordo, come i droidi di manutenzione interventi in aree ad alto rischio, o gli uomini roccia, che sono immuni al fuoco e ai veleni. In questo modo, anche se lo scopo del gioco resta sempre quello, non ci saranno mai due partite uguali tra loro. Non sapremo mai quali settori ci troveremo davanti o cosa conterranno; potremo solo prepararci al meglio per affrontare via via le sfide che ci verranno presentate. Inoltre, durante il gioco, ci verrà dato modo di sbloccare nuove navi con condizioni di partenza diverse, ognuna con i suoi punti di forza e le sue debolezze, che ci costringeranno ad ogni partita a modificare radicalmente la nostra strategia di sopravvivenza, aumentando ancora la longevità complessiva del prodotto. Sarà che il team della Subset Games ha praticamente riportato su pc i giochi che facevo da piccolo con i famosissimi mattoncini colorati (si, costruivo astronavi e mi divertivo a sterminarne l’equipaggio), ma dopo oltre 50 ore di gioco non mi sono ancora stancato di giocarci!

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