Assistete con noi allo spettacolo di Puppeteer!

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Gavin Moore, creative director
 della Sony Japan, ha presentato il suo Puppeteer all’Italia.
In arrivo l’11 settembre in esclusiva per PS3, Puppeteer  promette di essere un gioco innovativo che darà nuovo vigore al genere platform.
Il gioco è nato una domenica a casa di Moore stesso quando il figlio, stanco del gioco a cui stavano giocando, uscì in giardino.
Moore  allora chiese al figlio perché se ne fosse andato e il bambino rispose “Questi giochi mi annoiano. Voglio un gioco che cambi ogni 5-10 minuti massimo.” Moore, colpito dalle parole del figlio rifletté su questo concetto a lungo, ma lilluminazione arrivò quando si ritrovò ad assistere al teatro bunraku (teatro giapponese delle marionette) e fu colpito dagli scenari mobili che questa tipologia di teatro prevede.
Da lì l’idea di un gioco innovativo che cambia ogni 5- 10 minuti, con delle ambientazioni dinamiche che implementano questo concetto di cambiamento nella mente di chi gioca.
Il protagonista Kutaro è un bambino colpito da una terribile maledizione: il Re Orso ha trasformato lui e tutti gli altri bambini in burattini rubando loro l’anima! Il povero Kutaro scopre però che i burattini possono trovare tante teste da cambiare, ognuna con un potere speciale. Trovate delle forbici magiche chiamate Calibrus con cui farsi strada, Kutaro si troverà in 21 diverse ambientazioni a doversi cimentare in livelli entusiasmanti, con una scenografia spettacolare realizzata interamente a mano.
Apparentemente sviluppato per un pubblico di bambini, presenta una profondità tematica e un’atmosfera cupa che sicuramente molti adulti amanti del platform apprezzeranno, con la sua difficoltà e le tante subquest.
Senza contare le apprezzabili influenze di Tim Burton e Monty Python   (noi ci abbiamo visto anche un’influenza da Miyazaki) attribuite dallo stesso Moore.

“E’ un gioco che ho creato per giocare con mio figlio, ma io sono un gamer e voglio delle sfide” .
Questa dichiarazione del designer esprime un chiaro concetto che abbiamo effettivamente riscontrato giocando.
Abbiamo sperimentato per voi  tre livelli, che ci hanno colpito molto per l’atmosfera coinvolgente che ti proietta direttamente in teatro.
Uno degli elementi fondamentali è che mentre giocherete ci sarà un pubblico che vi apprezzerà o fischierà a seconda della vostra performance e del sistema di sopravvivenza del piccolo protagonista, il quale non può stare senza testa per più di tre secondi! Il sistema del cambiamento delle teste che troverete nei vari livelli è molto importante per sbloccare i boss e le missioni secondarie.
Da notare che, contrariamente a quanto si possa pensare, l’influenza nipponica che il gioco ha deriva interamente da Moore, mentre i suoi collaboratori giapponesi hanno dato quel tocco occidentale caratteristico dei platform.

“Il nostro metodo di sviluppo prevede il lavoro di squadra.” ci ha garantito.
I comandi sono ricettivi e interessante è la modalità multiplayer, nella quale un giocatore controlla Kutaro tramite Dual Shock, mentre l’altro utilizza il suo aiutante con il Move. L’animazione di Kutaro ricorda  Little Big Planet ma Moore ha precisato che l’idea di Puppeteer è nata prima di LBP.
Quando gli abbiamo chiesto che cosa abbia reso originale questo gioco, egli ha sottolineato che le meccaniche di salto e quelle in cui Kutaro deve tagliare per proseguire nei vari livelli sono sicuramente state le parti più divertenti  e difficili da realizzare.
Infine un plauso all’ottimo doppiaggio italiano che rende soprattutto nella parte cantata di cui non vi sveliamo nulla, ma che vi assicuriamo vi sorprenderà!
Moore ci ha assicurato che suo figlio non riesce a smettere di giocarci, ed è evidentemente un buon segno dato che è stato il suo più agguerrito detrattore!
A noi è piaciuto molto e non vediamo l’ora di giocarci, voi?

Ele & Rain

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bloodyladyrinoa

About

A 10 anni chiede per Natale la Play Station al padre, dopo aver passato l'infanzia a scroccare videogames ai suoi amici maschi (ormai stufi di farsi stracciare a Street Fighter da una ragazzina). Scopre in età adolescenziale i grandi classici, ma intanto ha già perso la testa per Final Fantasy e gli (j)rpg. Il suo sogno è creare videogiochi contraddittori pieni di unicorni e principesse con spade a due mani.

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