hide Museum 2013 ~ To the future

hide musem 1

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Anche stavolta, gli inviati di Eir a Tokyo, erano presenti ad uno degli eventi più attesi dell’anno per quanto riguarda il panorama musicale nipponico.

Ad 8 anni di distanza dalla chiusura, riapre, seppur temporaneo, il museo dedicato totalmente ad hide, istrionica figura della musica giapponese, artista solista dall’animo eclettico nonchè in primis chitarra solista degli X Japan, tragicamente morto il 2 Maggio del 1998.

L’originale versione dell’hide Museum vide la luce a Yokosuka nel 2000, in un edificio totalmente dedicato ad esso. Originariamente ideato per rimanere aperto per soli 3 anni, venne prolungato a 5 per l’inaspettata risposta più che positiva del pubblico, fino alla totale chiusura, il 25 Settembre 2005.

Da allora nessuno credeva di poter più partecipare a qualcosa di simile, fino ad ora, anno in cui la Headwax (casa produttrice di hide, con a capo il fratello Hiroshi) ha deciso di lanciare il “20th&50th”, una serie di eventi in suo onore, per celebrare i suoi 20 anni da solista, ed il suo 50esimo compleanno.
Nasce cosi una temporanea versione dell’hide Museum, che rimarrà per un mese (fino al 28 Luglio) al DiverCity di Odaiba, Tokyo, per poi spostarsi il mese seguente ad Osaka.
Gli inviati di Eir erano li per voi il giorno dell’apertura, anche se sfortunatamente non ci è stato permesso di scattare foto all’interno; il livello di sicurezza era veramente altissimo, raramente ci è capitato di vedere qualcosa di simile ad un evento in Giappone.
A differenza del primo museo, distribuito su più piani, e se vogliamo anche molto meglio organizzato, questa nuova versione, essendo “mobile” è sviluppata in un container diviso in tre principali aree.
La prima area è dedicata ad “hide your face/hide our psychommunity” (rispettivamente primo disco solista e tour solista di hide), di fatti la musica in filo diffusione è totalmente tratta da esso. Il tailleur viola a righe di “Eyes love you” (il primo singolo), l’ “henohenomoheji” ed altri vari outfits delle varie tappe del tour e degli scatti promozionali che facevano capo ad esso, aprono questa prima parte. Poco più avanti, la gigantesca ala rossa ed il costume tratti dal photoset di “hide your face”, nonchè alcune delle sue chitarre (tra cui l’originale “paint” che lui stesso disegnò e la “shocking pink”, ovviamente by Fernandes) occupavano il centro della prima zona. A chiudere il tutto un impressionante numero di oggetti personali: tracolle per le chitarre, il walkman, la faccia di “Ossan”, tutti i suoi bracciali, anelli, guanti, bende, collane, unghie finte ed oggetti promozionali di quell’era. Ma la cosa che più ci ha lasciato senza parole, sono state le sue lenti a contatto, ancora quasi perfettamente conservate nella loro confezione.
La seconda area è dedicata all’era di “Psyence” (secondo disco solista di hide). Ad accoglierci, oltre alle canzoni tratte da quest’ultimo, sono gli outfits dei suoi promotional photoshoots, un altra serie di Fernandes (tra le più famose la “Psyence”, la “Jelly” e la “Crystal”), e la ben nota tuta militare che ha fatto da segno distintivo a tutto “Psyence a Go Go” (secondo tour solista).
Poco più avanti, fuori dalle teche di vetro, è possibile ammirare (ed anche toccare) le jumpsuit giallo fluo con le quali hide e la sua crew hanno aperto il tour. Subito dopo vi è la zona dedicata ai lavori di hide: i suoi progetti di computer grafica (uno su tutti: lo Psychobear!), il suo computer (un,almeno ora, preistorico Mac) e moltissimi suoi disegni a matita, che ci hanno fatto conoscere quanto fosse bravo anche nel disegno. A seguire, una raccolta degli appunti originali delle sue canzoni, sia musiche che testi, nonchè annotazioni di ogni tipo, compresi commenti e disegnini senza un apparente senso.
L’ultima teca di vetro prima della fine dell’area era occupata da alcuni suoi abiti: i cappotti di pelliccia fluo, maglioni, giacchetti e magliette, nonchè forse la sua chitarra più famosa, la “Yellow heart” anche nella sua versione alternativa “Green Heart”, entrambe usate nel “Last Live”. Solo in quest’area erano presenti a terra degli oblò, contenenti decine di sue magliette meno note.

L’ultima area è ovviamente dedicata alla sua ultima fatica: Ja,Zoo. Niente musica in questa zona, ma un megaschermo che trasmette tutti i suoi MV e Live. Sulla sinistra, i vestiti tratti dai video di “Rocket Dive” e “Pink Spider”, stavolta non in teche di vetro, ma dietro le sbarre, quasi a riprodurre l’atmosfera di Ja,Zoo. Nel lato opposto della stanza, un vero e proprio armadio celava alcuni dei suoi abiti più famosi dell’epoca indie. Solo qui, per la prima volta, vengono citati gli X Japan, con alcuni abiti tratti dai suoi primi concerti,  ed il cappotto rosso di PVC del live “Returns”. Più avanti, una nuova teca di vetro celava dietro una cascata di luci, quasi a riprodurre lo scorrere dell’acqua, il vestito di “Psyence” più famoso al quale è ispirata anche la nuova “Taeyang” di hide, nonchè la Gibson da lui usata durante l“Our Psychommunity”
Solo fuori la terza area, abbiamo potuto invece ammirare la nuova, meravigliosa, statua di cera creata in occasione del museo. Per un attimo abbiamo creduto fosse vero. Anche i membri dello staff hanno espresso la loro meraviglia per la fedeltà con la quale è stato riprodotto ogni dettaglio, e l’estremo realismo dei particolari (compresi i nei del viso). Ad enfatizzare tutto ciò, la voce di hide in filodiffusione, che quasi dava l’idea che stesse parlando in quel momento.
Purtroppo anche qui non ci è stato permesso di far foto, ma voci di corridoio affermano che, una volta chiuso il museo, anche la statua di hide finirà forse al Madame Tussauds di Tokyo, probabilmente purtroppo come artista solista e non con gli altri componenti degli X Japan che già vantano le loro statue esposte al famoso museo delle cere. Ma questo è ancora tutto da vedere.

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L’area intorno al museo è totalmente vestita a tema, ed il camion del merchandise risalta su tutto essendo decorato con la stampa della Yellow Heart. Anche l’interno del DiverCity è decorato a festa, addirittura è possibile assaggiare una nuova crepé creata appositamente per l’occasione, la “LEMONed I secream” (dal titolo di un brano di Psyence)

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Sarà possibile ammirare tutto ciò fino al 28 Luglio, prima del trasferimento del museo ad Osaka, ove rimarrà per un altro mese prima di chiudere definitivamente per la seconda volta. Gli eventi del “20th&50th” non si fermano comunque qui, ma proseguiranno ininterrottamente fino alla fine del prossimo anno. Il lavoro della Headwax è stato quindi, anche stavolta, davvero impeccabile sia a livello organizzativo che promozionale, e la grandissima risposta di pubblico che sta avendo il museo ne è la prova tangibile.
Al prossimo evento!

Rinoa

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