Bravely Default: Flying Fairy – Recensione

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JRPG:
Square Enix

Reviewed by:
Rating:
4
On giugno 18, 2013
Last modified:dicembre 24, 2013

Summary:

Bravely Default: Flying Fairy è un bellissimo esemplare di JRPG classico e riesce a riproporre elementi tradizionali dimostrando che non sono mai fuori di moda, soprattutto spolverandoli con quegli ingredienti che solo la tecnologia moderna ha potuto apportare.

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L’11 Ottobre 2012 il Giappone vide la nascita di Bravely Default: Flying Fairy, all’epoca ultimo JRPG della Square Enix per Nintendo 3DS. Avendo riscosso un notevole successo è stato finalmente deciso di localizzarlo a livello occidentale, per farlo quindi uscire in Europa nel corso del 2013 e in Nord America nel corso del 2014. Essendo un appassionato del genere, non ho potuto non giocarlo, completarlo e quindi proporvi ora una recensione completa di questo gioco di ruolo che, in tutta franchezza, merita abbondamente seppure non sia assolutamente privo di pecche. La recensione è ovviamente basata sulla versione originale del prodotto e mi vorrei scusare in anticipo in quanto parlare bene e accuratamente di questo titolo senza fare spoiler (cosa che eviterò quanto più possibile) è veramente difficile.

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Trama e Informazioni:

L’idea di Bravely Default: FF nasce innanzitutto come successore di Final Fantasy: The 4 Heroes of Light e, sebbene questa idea sia successivamente stata deviata, alcuni punti in comune sono abbastanza espliciti e questo è dovuto non solo al concept di base, ma anche al fatto che i due giochi hanno in comune sia Akihiko Yoshida come Art Director che Tomoya Asano come Producer. La sceneggiatura del gioco è stata affidata a Naotaka Hayashi (Steins;Gate) di 5pb. Ecco quindi che quello che ci ritroviamo davanti è il prodotto di Square Enix, Silicon Studio e 5pb., ovvero un lavoro di qualità sotto molti punti di vista.

La storia di Bravely Default: FF ci catapulta a Luxendarc, il mondo fantastico in cui prende luogo l’azione del videogioco. Il modo in cui ci catapulta è già interessante, visto che per iniziare una nuova partita è necessaria la carta AR che darà inizio al primo video. A partire dal video introduttivo del gioco , unico pre-renderizzato tra l’altro, i primi personaggi che ci troveremo a conoscere sono Tiz Oria, unico ragazzo sopravvissuto alla calamità che riduce il paese di Nolende a un vero e proprio buco sulla mappa e Agnes Oblige, la sacerdotessa del cristallo del vento, venuta a Gardisra (il continente d’inizio) per vedere che genere di calamità abbia avuto luogo. Poco dopo faremo la conoscenza di Ringabell, un ragazzo affetto da amnesia in possesso del misterioso Quaderno D contente informazioni tanto sul passato quanto su eventi futuri e di Edea Lee, ragazza dell’esercito di Eternia (un altro continente) in missione non proprio pacifica a Gardisra, che decide di mettere in dubbio tutto il suo sistema etico sulla quale è cresciuta, imbarcandosi nel viaggio con i nostri eroi. Ecco quindi che i protagonisti tutti presentati sono pronti per imbarcarsi in un viaggio che li porterà ad esplorare il mondo di Luxendarc in lungo e largo per ripristinare i 4 cristalli e fermare i piani poco diplomatici dello stato di Eternia.

E’ chiaro già a livello di trama come ci stiamo trovando di fronte a un RPG che vuole essere tradizionale e ci prova mostrandoci personaggi che sono essenzialmente gli archetipi del genere (Unico superstite, Sacerdotessa, Amnesico, Ribelle) inserendoli nel contesto del Final Fantasy più puro, ripristinare i cristalli per salvare il mondo.

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Audio e Musica:

In questo campo il titolo ci riserva interessanti sorprese, la colonna sonora originale del gioco è infatti composta da Revo, musicista di successo nel panorama Giapponese che già si è distinto nel campo delle colonne sonore videoludiche con la canzone tema di Chaos Wars per Playstation 2 e del MMORPG Belle Isle. Questa volta Revo si è però districato in qualcosa di più grande, avendo creato completamente la colonna sonora ed è riuscito benissimo nel suo intento. Il risultato sono 46 tracce altamente reminescenti dai primi Final Fantasy che prendono posto naturalmente nel corso dell’opera videoludica sposandosi perfettamente per atmosfera e ritmo, trovando anche integrazione a livello di gameplay. Revo ha anche riproposto queste musiche come album commerciale con un side-project ad hoc chiamato Linked Horizon, intitolato “Luxendarc Travelogue“.

A livello di doppiaggio l’esperienza è stata sorprendente, il gioco è infatti quasi interamente doppiato, sia nelle numerose cutscene che in buona parte dei dialoghi di gioco nonchè nei combattimenti stessi. I doppiatori hanno compiuto un lavoro di altissimo livello e d’altronde non ci si poteva aspettare altro, essendo tutti già ben noti e affermati nell’ambito (sia a livello videoludico che di animazione).

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Grafica:

A livello grafico, Bravely Default è proposto con essenzialmente lo stesso motore grafico che caratterizza i remake per DS dei vari capitoli di Final Fantasy, apportando però un’interessante modifica che lo ha reso acclamato come l’RPG più bello per 3DS. Il gioco alterna infatti personaggi poligonali a scenari e ambientazioni disegnati a mano che contribuiscono a un impatto visivo poetico e senz’altro fiabesco. Questo stile “fiabesco” infatti è un po’ il leit motiv del gioco e viene evidenziato ancora meglio con il 3D della console portatile che stacca benissimo scenari e personaggi, dandoci l’impressione di trovarci davanti a uno dei classici libri pop-up dentro il quale avviene quindi la scena. Un bellissimo libro d’illustrazioni videogiocabile insomma.

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Gameplay:

Eccoci arrivati all’essenza del gioco vero e proprio ed è proprio qui purtroppo che Bravely Default non riesce completamente a soddisfare. Iniziamo subito con la più grande pecca che sia stata commessa: un solo slot di salvataggio. Questa mancanza è stata giustificata dall’integrazione con le caratteristiche wireless del gioco e sebbene capisca che fosse difficile trovare un modo di integrare bene più slot e wireless, devo ammettere che personalmente ricevo un RPG con un solo slot di salvataggio come una sorta di menomazione, soprattutto perché sebbene siano pochi, ci sono alcuni momenti che avrei voluto rigiocare in modo differente, magari esplorando di più alcuni Job e invece, a gioco finito l’unica alternativa pare che sia iniziare una nuova partita cancellando completamente quella precedente e qui sorge il dubbio: tutti gli achievement e gli oggetti speciali sbloccati tramite il Member Site che la Square Enix ha allestito appositamente per il gioco, rimarrebbero o li avrei persi per sempre?

Levatoci questo enorme masso dalla scarpa cominciamo a parlare di gameplay vera e propria. Dal punto di vista dell’esplorazione torniamo quindi ai JRPG tradizionalisti, abbiamo una classica mappa del mondo nella quale si può girare liberamente, città, classici shop (magie, armi, oggetti) e dungeon (seppur questi ultimi non saranno mai eccessivamente intrigati). Questo aspetto di BD:FF è senz’altro lodevole per un tradizionalista come il sottoscritto. L’unico difetto trovato sotto il punto di vista esplorativo è l’eccessiva guida che ci viene offerta, sulla mappa sono infatti sempre segnati i punti per proseguire con la storia e quelli per intraprendere le Side Quest (di cui parleremo meglio in seguito). Questo è un elemento che sebbene non sia assolutamente negativo, leva un po’ di intrigo da quello che era un punto chiave nei vecchi RPG in cui le uniche informazioni che avevamo a disposizione erano solitamente abbastanza vaghe e stava al giocatore esplorare bene il mondo per trovare il luogo necessario per proseguire (o completare quest secondarie).

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Parliamo quindi di combattimenti. Il gioco offre un sistema di Jobs preso direttamente da Final Fantasy III e ampliato per rendere i nostri personaggi personalizzabili a un punto impressionante. Non solo abbiamo a disposizione 24 Jobs (sbloccabili ovviamente con lo sviluppo del gioco) ma è possibile oltre al job assegnato a un personaggio, equipaggiargliene un altro, così da fargli sfruttare anche le abilità di un’altra classe, che ovviamente saranno un po’ più deboli rispetto a quanto non lo siano se fosse il vero e proprio job. Oltre a questa bella trovata, notiamo anche la possibilità di assegnare a un personaggio abilità di supporto che costano punti AP. Queste abilità non solo possono essere assegnate dalla rosa di job sbloccati e livellati (abbiamo quindi la possibilità di assegnare a un personaggio il job di mago bianco, equipaggiargli il job di mago nero e mettergli delle abilità di supporto da cavaliere, se abbiamo anche sviluppato sufficientemente il cavaliere) ma è anche possibile assegnargli abilità di supporto di job che sono stati sviluppati da altri giocatori amici che abbiamo incontrato con il nostro 3DS (caratteristica chiamata Abilink, ma parleremo meglio delle caratteristiche wireless in seguito!). Abbiamo quindi sistemato i nostri personaggi e ora siamo in battaglia, BD introduce quindi in un sistema classico di combattimento basato sui turni, i comandi Brave e Default. Con il comando Brave sarà possibile effettuare più attacchi di seguito (fino a un massimo di 4 consecutivi), al costo di Battle Points o BP; è possibile portare ogni personaggio a un minimo di -3 BP che si riprendono successivamente turno dopo turno, visto che il nostro personaggio dovrà stare fermo fino a quando i BP non tornano a 0. Con Default invece il nostro personaggio assumerà la posizione di difesa, subendo meno danni e guadagnando un BP, fino a un massimo di 3; questo consente in caso la possibilità di sferzare successivamente 2 catene di Brave complete senza dover aspettare che i propri BP si ricarichino. Inutile dire che questo sistema può creare anche combattimenti abbastanza lunghi se si contano le animazioni, aspetto che evidentemente è stato notato dagli sviluppatori che hanno inserito la possibilità di velocizzare le animazioni (o nel caso delle summon saltarle direttamente) premendo il tasto A. Altra opzione innovativa nel combattimento ha sempre a che fare con le funzionalità Streetpass del gioco, in quanto è possibile “evocare” giocatori incontrati, che funzioneranno esattamente come le classiche summon, arrivando, attaccando e andandosene via subito dopo. Altra funzione del combattimento di cui parlare sono le mosse speciali, queste mosse diverranno disponibili per ogni personaggio dopo un certo numero di volte che viene utilizzato Brave o Default. Una volta attivata una di queste mosse, inizia una canzone nel gioco che segnerà la durata dell’effetto dell’abilità (finita la canzone, finisce l’effetto dei bonus) e per tutti gli attacchi scagliati in quel lasso di tempo, verranno applicati dei bonus che possono essere stabiliti dal giocatore stesso secondo i suoi gusti nel menu principale, creando così un set di combattimento assolutamente personalizzato.

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Le side-quest di Bravely Default sono molto diverse da come apparivano nella demo ovvero, mi aspettavo una serie di side-quest leggere e molto più numerose, mentre contro le mie aspettative quelle inserite sono tutte molto meno “side” di quanto non potrebbero essere. Le sidequest di Bravely Default, come già detto dagli sviluppatori nell’intervista di Iwata Asks pubblicata tempo fa, sono strettamente collegate alla storia di Edea e portano a un boss solitamente di sua conoscenza dal quale, una volta battuto, otterremo l’Asterisk di un nuovo Job. Il fatto che ogni quest sia collegata a un Job rende queste missioni secondarie molto meno secondarie di quanto non debbano esserlo, è un po’ come acquistare una macchina senza aria condizionata perchè abbiamo la possibilità di non metterla, non ti serve per far funzionare la macchina, ma sai che sarebbe molto meglio mettercela.

Eccoci alle feature Streetpass di Bravely Default, di cui abbiamo già parlato in passato, ma rivediamole anche qui. Abbiamo già parlato dell’Abilink e della possibilità di evocare amici in combattimento, quindi parliamo ora della ricostruzione di Nolende. Tiz è infatti incaricato di ricostruire il suo paese di origine e questo avviene chiaramente tramite la funzione Streetpass del nostro 3DS. Girando con il nostro 3DS nella suddetta modalità infatti quando incontreremo giocatori di BD, questi verranno inseriti nella nostra Nolende personale e il “popolo” che abbiamo a disposizione man mano può essere assegnato alla costruzione e al miglioramento di edifici che ci torneranno utili per oggetti e bonus. La ricostruzione di edifici avviene in tempo reale e richiede andando avanti sempre più tempo, ma più persone gli si assegnano e più velocemente sarà completato il lavoro!

L’ultimo punto da toccare è abbastanza difficile da affrontare senza fare spoiler, ma ci proverò comunque. BD è dotato di 2 finali, un “finale” e un “finale vero”. Sebbene non ci sia da lamentarsi né di uno né dell’altro, per raggiungere il finale vero il gioco propone un exploit che a mio modesto parere rende il gioco ripetitivo, levandogli quello charm che lo caratterizza per tutto il corso dei primi 4 capitoli.

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Opinioni Finali:

Siamo arrivati quindi alle somme finali. Bravely Default: Flying Fairy è un bellissimo esemplare di JRPG classico e riesce a riproporre elementi tradizionali dimostrando che non sono mai fuori di moda, soprattutto spolverandoli con quegli ingredienti che solo la tecnologia moderna ha potuto apportare. Non è assolutamente privo di pecche, tra ripetitività, forse un po’ “troppe” cutscene e la menomazione di un solo slot di salvataggio. Ma tra l’utilizzo dello streetpass e della tecnlogia AR (non utilizzata nel gioco vero e proprio ma utilizzabile prima della partita per vedere gli AR Movie avvenire direttamente nel nostro mondo) raggiunge una vetta di metagaming comunque non invasiva o eccessiva molto gradita. Dimostra che la Square Enix è ancora in grado di darci qualcosa dei Final Fantasy più magici e amati, sia a livello di trama che di gameplay e per questo non posso che essere felice. Un mio forte dubbio è se il gioco avrà lo stesso supporto che lo ha caratterizzato in Giappone, in cui era possibile ottenere anche oggetti speciali tramite “eventi” organizzati in negozi, se il Member Site di Bravely Default sarà attivato anche in Occidente, dando così la possibilità di sbloccare obbiettivi sia personali che collettivi.

Mentre per il mondo intorno a Bravely Default: Flying Fairy bisognerà attendere e vedere cosa succede, posso dire che nel contesto giusto questo gioco merita decisamente di essere giocato, sia dai fan instancabili di Final Fantasy sia da chi si sta avvicinando ora al genere, perchè il bello di BD:FF è proprio non chiudersi troppo nonostante il suo classicismo e non posso non sperare di vedermi riproposto in futuro opere simili.

(8.5/10)

  

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Mauro "Shindeor" Piccillo

About

Nato a Pisa e trasferitosi successivamente in vari luoghi europei, Mauro trova la sua stabilità nei videogiochi e uno spiccato interesse per il Giappone, elementi che lo porteranno a una laurea in Lingua e cultura Giapponese (della quale non si pente affatto), un periodo di soggiorno prolungato su suolo nipponico e successivamente un Master in grafica 3D. Non ama parlare di se in terza persona, ma quando ce ne è bisogno è sempre pronto.

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