Injustice: Gods Among Us – Recensione (XBOX 360)

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Videogame:
Netherealm

Reviewed by:
Rating:
4
On maggio 7, 2013
Last modified:dicembre 22, 2013

Summary:

Injustice Gods Among Us è un picchiaduro validissimo, consigliato soprattutto ai fan della DC, ma anche agli hardcore gamer, che troveranno in questo gioco pane per i loro denti; purtroppo la grafica talvolta approssimativa, la storia non proprio entusiasmante e la non immediatezza dei combattimenti non fanno di Injustice un gioco perfetto; non potrete giocare a questo gioco in maniera casuale od in occasione di feste tra amici, ma vi troverete quasi sicuramente a sudarvelo tutto in singolo, con la soddisfazione che sicuramente verrà imparando al meglio le mosse e tentando di completare le infinite sfide messe a disposizione.

injustice gods among us

 

Oggi abbiamo per voi la recensione di uno dei picchiaduro più attesi del momento, Injustice: Gods Among Us; i protagonisti sono gli eroi della DC Comics, che dovranno fronteggiarsi all’ultimo sangue in combattimenti violenti e pieni d’azione. Injustice si impone come titolo che vuole cambiare e rinnovare il genere, prendendo spunto diretto dal Mortal Kombat del 2011. Analizziamo il gioco in ogni suo aspetto e vediamo se Netherealm ha raggiunto i suoi scopi.

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Informazioni sul gioco:

Injustice è stato sviluppato dalla celebre Netherealm Studios, nata dalle ceneri della Warner Bros Games Chicago e famosa per il nono Mortal Kombat e la sua Arcade Collection. Il titolo è uscito il 19 Aprile in Europa e vanta anche una versione per iOS; le vendite sono partite benissimo, basti pensare che attualmente risulta primo nella classifica di vendite inglesi. Ciò è dovuto probabilmente alla presenza dei personaggi della DC, che invogliano ad impersonare alcuni tra gli eroi più famosi dei fumetti. Injustice è stato anche ben ricevuto dai maggiori esponenti del giornalismo videoludico, ottenendo in media almeno 8 su 10 come votazione e venendo premiato per il profondo comparto tecnico e le numerose modalità di gioco. Injustice vuole quindi fare la differenza nel genere picchiaduro, ereditando la profondità tecnica di Mortal Kombat unita ad un approccio visivo immediato grazie alla presenza di carismatici personaggi, per non parlare dell’interattività ambientale di gioco. Parlando brevemente della storia, è stata scritta insieme agli autori della DC Comics e si compone di 15 capitoli: Metropolis è stata distrutta da Joker, che ha anche ingannato Superman, facendogli uccidere Lois Lane e suo figlio non ancora nato. Per vendetta, Superman uccide Joker davanti agli occhi di Batman e impazzisce, dando vita ad una vera e propria dittatura, nella quale la maggior parte degli eroi sono servi al suo comando; a Superman si oppone la Resistenza, capeggiata da Batman e pochi altri. A salvare la situazione è la Terra di un universo parallelo, i quali eroi accorrono in aiuto di Batman, generando un clamoroso intreccio di doppioni. La storia è sicuramente interessante, anche se la presenza di un gruppo buono e uno malvagio e l’intervento di mondi paralleli sanno di cliché; la narrazione avviene attraverso sequenze animate e non dal punto di vista di un giocatore solo, quindi è un po’ come assistere ad un film: ogni eroe ha il suo capitolo ed è collegato con quello successivo, e dovremo fronteggiare un certo numero di battaglie con un personaggio alla volta. L’intento è quello di usare l’espediente storico per motivare gli scontri tra determinati personaggi e renderli il più attendibili possibile, così come il fatto che eroi obiettivamente deboli rispetto ad altri (lo stesso Batman contro Superman) riescano comunque a tenere testa. C’è senza dubbio da apprezzare lo sforzo fatto da Netherealm in questo senso, anche se molti scontri risultano tirati e la modalità Storia non è per niente il punto forte del titolo.

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Audio:

C’è veramente molto poco da dire sul comparto sonoro di Injustice; il compositore è Dean Grinsfelder, che ricordiamo per la colonna sonora di Mortal Kombat (2011),  la serie Wolverine and the X-Men (2008) e The Incredible Hulk (1996). Non fraintendiamoci, i pochi pezzi disponibili sono adatti alle circostanze, ma sono molto ripetitivi e spesso passano in secondo piano: durante il combattimento soprattutto, risultano come un sottofondo appena percettibile. Potrebbe essere un modo per far risaltare il rumore degli effetti speciali e del voice acting, ma sappiamo bene che alcuni motivi nel genere picchiaduro possono rimanere in testa per settimane se accurati e coinvolgenti (basti pensare a quelli di Street Fighter). Se proprio vogliamo attribuire alla colonna sonora il pregio di mischiarsi bene alle situazioni e donare quell’aria di serietà e drammaticità al titolo, dobbiamo però anche lamentare la poca varietà. Il parlato è in inglese con sottotitoli (a volte assenti in alcune frasi), ed il cast è pieno di personaggi rilevanti, sia nel panorama videoludico come Richard Epcar (The Joker), nel mondo dei fumetti come Kevin Conroy (voce storica di Batman), nei telefilm come Adam Baldwin (Green Lantern) e Stephen Amell (Arrow, che molti di voi conosceranno come protagonista della serie TV attuale “Arrow”). Per il voice acting non c’è quindi assolutamente da lamentarsi, a differenza dei dialoghi, spesso molto riempitivi e scontati. Fortuna che il comparto audio non è certo l’aspetto primario di un picchiaduro, passiamo oltre!

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Grafica:

Anche Injustice utilizza il motore grafico Unreal Engine 3, ed il team afferma di averlo spinto molto; notizia certamente vera, fin quando si attiene alle schermate di combattimento. Il dettaglio dei personaggi, e soprattutto delle armature, è veramente eccellente: ogni personaggio brilla di qualità nel dettaglio di realizzazione, per non parlare del movimento. Injustice può vantare una fluidità perfetta e sopportare numerose scene interattive durante le battaglie senza un filo di lag. Gli eroi si muovono benissimo in un ambiente molto realistico, con sfondi di massima qualità e sensazione di piena libertà di movimento. Spiegheremo nella sezione gameplay l’espediente usato per rendere le battaglie così dinamiche, per ora ci atteniamo a dire che il dettaglio e la fluidità sono sensazionali. Non si può dire lo stesso delle scene d’intermezzo nella modalità Storia: esiste un dislivello molto marcato tra la grafica di combattimento e quella d’intermezzo. I personaggi sono molto più approssimativi, soprattutto nelle animazioni facciali, nella somiglianza dei modelli dei volti e l’acconciatura dei capelli molto fumettosa (anche se probabilmente voluta). Questo non accade solo agli eroi ma anche alle ambientazioni, molto più scarne e rigide rispetto agli sfondi delle arene. Tale aspetto toglie molto al comparto narrativo, al quale dobbiamo purtroppo aggiungere anche questa debolezza. Un plauso va invece al menu di gioco, con immagini fotorealistiche degli eroi a dir poco stupefacenti.

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Gameplay:

Parliamo ora della parte più appagante del gioco, il combattimento. Gli scontri avvengono ad un livello bidimensionale, preferito a causa del maggior apprezzamento generale dell’utenza per il 2D, ma gli sfondi sono tridimensionali. Questo espediente garantisce uno scontro tradizionale miscelato ad elementi insoliti e coinvolgenti: stiamo parlando delle numerose possibilità d’interazione con l’ambiente. Premendo il tasto “RB”  mentre siamo vicini ad un certo oggetto consentirà di utilizzarlo, ma non tutti i personaggi reagiranno allo stesso modo; l’accuratezza di questa caratteristica comporta che nel caso di un lampadario, personaggi come Superman o Doomsday possano prenderlo e lanciarlo contro l’avversario mentre Batman o Green Arrow ad esempio possano solo usarlo come trampolo di lancio, essendo meno forti fisicamente. Ci sono moltissimi oggetti da usare a proprio vantaggio, e lo stesso tasto consente anche di scagliare l’avversario verso determinate zone dell’arena. L’elemento di interazione più spettacolare è quello che si attiva usando “tasto direzionale indietro+A” vicino al limite della schermata: scaglieremo l’avversario fuori dall’arena spostando il combattimento in un’altra zona ed infliggendogli gravi danni. Ultima caratteristica fuori dal comune è quella dello scontro a rischio o Wager: ogni giocatore potrà scommettere un certo ammontare del proprio indicatore contro la puntata dell’avversario. In base all’entità della scommessa, si riceve una rigenerazione salute in caso di vittoria da difensore oppure un aumento del danno inflitto in caso di vittoria da attaccante. Questi aspetti interattivi sono forse il maggior punto di forza del gameplay di Injustice. Tralasciando ora l’ambiente di gioco, vediamo che cosa sono in grado di fare i personaggi: ognuno di essi ha un buon numero di mosse, anche se non eccessivo (esiguo se paragonato a giochi come gli ultimi Tekken), ma il trucco sta nel loro saggio utilizzo e nelle concatenazioni di esse. Disporremo di 4 tipi diversi di mosse: le mosse base, caratterizzate dalla pressione di massimo due tasti contemporaneamente, le mosse combo, che si spiegano da sole, le mosse speciali, che spesso richiedono le famose “mezze lune” e le specialità, azioni speciali che tutti i personaggi attivano premendo “B“. Esiste anche la classica mossa finale, da poter attivare premendo “LT+RT” ma solo quando l’indicatore in basso a sinistra è pieno. Parlando brevemente dei vari indicatori, i personaggi dispongono di due barre di salute, una barra da riempire colpendo il nemico (riempiendosi consente la mossa finale) ed indicatori individuali che si ricaricano e che consentono di usare le mosse specialità e potenziamenti delle mosse speciali premendo il tasto “RT” subito dopo averle effettuate. Come potete notare dalla descrizione il tutto risulta abbastanza complicato, e da qui emerge un vantaggio-svantaggio di Injustice: la difficoltà dei controlli. Il combattimento non è per niente immediato, anzi risulta abbastanza legnoso; questo aspetto è da considerarsi negativo soltanto nel caso in cui volessimo invitare amici e giocare in maniera casual, perché studiando le mosse si otterrebbero grosse soddisfazioni. Per utilizzare un personaggio se ne devono conoscere le mosse, quindi il divertimento non è proprio immediato ma richiede una certa dedizione: questo potrebbe scoraggiare molto quei giocatori abituati a smanettare ed ottenere mosse immediate senza sforzi. L’unico modo per effettuare combo spettacolari e gustare al massimo tutte le caratteristiche di combattimento è di passare ore nella sezione “Addestramento” e credetemi, una volta conosciute le percentuali di danni, i tipi di mosse, gli effetti diversi in base al peso ed alla stazza dell’avversario, nella sua profonda tecnicità Injustice risulterà avere un gameplay molto appagante. 24 sono i personaggi utilizzabili, ed anche se obiettivamente alcuni possano essere più forti di altri, sono ben equilibrati ed ognuno di loro può dare soddisfazioni; con i DLC verranno aggiunti altri eroi. Come avrete capito, a causa della sua complessità Injustice sembra essere un picchiaduro da giocare in solitario, e lo dimostrano anche le numerose modalità da giocatore singolo disponibili: la Storia, che dura 3-4 ore; la Battaglia, ovvero sfide di tipo diverso con alcune condizioni permanenti come l’avvelenamento o la modalità survival; Laboratori S.T.A.R., lunghissima modalità con missioni che richiedono di soddisfare condizioni specifiche per essere concluse, e tali missioni hanno un personaggio utilizzabile già stabilito per ognuna; Incontro Singolo, classico scontro dove possiamo decidere sia il nostro eroe che l’avversario CPU; Addestramento, con sottocategorie Allenamento e Tutorial: nel primo impareremo le mosse di ogni singolo personaggio combattendo all’infinito con l’avversario fermo o contro la CPU, potendo anche selezionare le combo di modo che rimangano sempre raffigurate anche durante lo  scontro; nel secondo impareremo tutti gli aspetti delle battaglie, passo forzato per riuscire a capire qualcosa delle complicate ed appaganti meccaniche di Injustice. La sezione multigiocatore comprende il classico Duello per sfidare gli amici ed XBOX LIVE per giocare contro il resto del mondo. Injustice è veramente pieno di modalità, e non abbiamo neanche citato gli Obiettivi XBOX, che allungheranno di molto le intense sessioni di gioco singolo.

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Opinioni Finali:

Injustice Gods Among Us è un picchiaduro validissimo, consigliato soprattutto ai fan della DC, ma anche agli hardcore gamer, che troveranno in questo gioco pane per i loro denti; purtroppo la grafica talvolta approssimativa, la storia non proprio entusiasmante e la non immediatezza dei combattimenti non fanno di Injustice un gioco perfetto; non potrete giocare a questo gioco in maniera casuale od in occasione di feste tra amici, ma vi troverete quasi sicuramente a sudarvelo tutto in singolo, con la soddisfazione che sicuramente verrà imparando al meglio le mosse e tentando di completare le infinite sfide messe a disposizione. Per Netherealm il cammino verso la perfezione continua, ma non c’è alcun dubbio che con Injustice un grosso passo in avanti sia stato compiuto.

Voto:

(8/10)

Rain

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Amante dei videogiochi di nicchia e della natura, il mio scopo è trovare la vera essenza dei titoli che gioco attraverso analisi filosofica, musica ed emozioni.

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