Evanescence – Ci siamo quasi?

  

E finalmente, dopo anni di attesa, ecco l’ultimo lavoro anche degli Evanescence… e diciamocelo, lo stavamo aspettando un pò tutti (i fan ovviamente), perchè “The Open Door”, ha lasciato tanti a bocca asciutta… e anche i presupposti con Together Again non andavano benissimo… e onestamente, pensavo che questo articolo sarebbe stato molto più negativo. Dopo aver sentito “What you want” ho pensato: “e questo sarebbe il meglio del nuovo album?”. Grazie a dio no. What you want penso che sia il peggiore singolo che avrebbero potuto (e l’hanno proprio fatto) tirare fuori dall’ultimo disco, su cui, per non sbagliare, hanno messo proprio il loro nome, niente metafore o titoli.

Inutile dire che ai livelli di Origin o Fallen ormai, secondo me, non ci torneranno. Quell’album era una meteora, mettiamoci il cuore in pace ora. Ma questo non vuol dire che non debbano essere capaci di tirare fuori qualcosa di ascoltabile. E questo è un compromesso. Sarà che ero più giovane e quindi più influenzabile, ma le sensazioni che al tempo riuscirono a darmi con le prime canzoni non ci riescono proprio a replicarle. Però bisogna essere onesti e quindi personalmente, a livello strumentale, questo CD mi sembra superiore. La cosa che mi turba, quello che mi ci fa rimanere male, è notare che l’enorme carenza sta proprio nella linea melodica. La voce di Amy Lee più o meno c’è ancora, quello che manca è una bella linea vocalica da seguire. Questo, ancora una volta lo ritengo un risultato dell’assenza di Ben Moody che a quanto pare era l’unico che aveva capito bene come funziona una canzone, benché la cantante stessa dicesse di lui che era il più commerciale del gruppo.

Quello di cui mi sono reso conto ultimamente è che per Fallen, oltre a una line up differente, hanno avuto a disposizione una cosa molto importante. Una vita. Fallen non è stato composto in 2 anni come The Open Door o in 4 come Evanescence. Dalla formazione del gruppo all’uscita del CD sono passati 8 anni. 8 anni in cui le canzoni sono state suonate, risuonate, viste e riviste e questo a mio parere non può essere assolutamente trascurato.

My Heart is Broken, il prossimo singolo annunciato, è un esempio perfetto di questo album, strumentalmente buono, con un’ottima voce, ma un testo che lascia un pò a desiderare e che rispetto all’andamento della canzone, certe volte lascia sorpresi, non piacevolmente. Ma nel complesso è una bella canzone, non mi sento di dire di no, solo che non è My Immortal, per dirne una.

Detto questo, vi lascio con uno dei primi pezzi e il consiglio, anche se probabilmente non raggiungerà le aspettative degli amanti di Fallen, di dare una possibilità a l’ultima fatica degli Evanescence.

Apolide

  

Mauro "Shindeor" Piccillo

About

Nato a Pisa e trasferitosi successivamente in vari luoghi europei, Mauro trova la sua stabilità nei videogiochi e uno spiccato interesse per il Giappone, elementi che lo porteranno a una laurea in Lingua e cultura Giapponese (della quale non si pente affatto), un periodo di soggiorno prolungato su suolo nipponico e successivamente un Master in grafica 3D. Non ama parlare di se in terza persona, ma quando ce ne è bisogno è sempre pronto.

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One Response to “Evanescence – Ci siamo quasi?”

  1. Irene "RibesBianco" Caroti korin scrive:

    Purtroppo penso che la bellezza dei testi sia inversamente proporzionale alla felicità e stabilità psichica di Amy Lee.

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