Recensione: Eluveitie – Helvetios

A due giorni dall’uscita di Helvetios, l’ultimo album degli Eluveitie, finalmente ho il tempo di sedermi un attimo alla tastiera e scriverne. L’ho ascoltato a ripetizione per le ultime 24 ore praticamente e finalmente mi sento in grado di parlarne un po’.

Innanzitutto terrei a precisare che sebbene la data ufficiale di uscita fosse il 10 Febbraio, il disco a causa di un leak era reperibile online già da oltre una settimana prima, ovviamente a discapito del gruppo che dopo mesi se non anni di lavoro magari avrebbe preferito riscontrare un impatto più “onesto” piuttosto che vedere il loro lavoro pubblicato illegalmente online da un giornalista che aveva il solo compito di rencesire il loro album e non diffonderlo (ho sentito che per quello ci sono professioni apposta).

Ora concentriamoci unicamente sull’ultima fatica degli Eluveitie, per chi già non li conoscesse, un gruppo folk metal svizzero in attività dal 2002. Gli Eluveitie per questo album hanno deciso di seguire quella che dal 2011 sembra una moda nell’ambiente “metal” ormai, ovvero comporre un concept album e, al contrario dei Within Temptation, ci hanno preso in toto. L’argomento in particolare sul quale si sono concentrati è per l’appunto la guerra che dal 58 a.C. al 50 a.C. vide Cesare impegnato contro i Galli (avrete sentito di questa guerra nel De Bello Gallico tanto per capirci).

Il CD inizia e finisce con una narrazione (da parte dell’attore Alexander Morton) non cantata, che fa intendere come ciò che state per sentire (o avete appena sentito) sia inteso come un racconto ai discendenti degli Elvezi. Sebbene muti tono più e più volte durante la sua ora di durata riesce a dare quello che gli Eluveitie vogliono sempre dare ai loro ascoltatori, ovvero musica folk metal di alto livello. Le canzoni si immergono benissimo nel concetto di guerra parlando di ira, vendetta, amore e disperazione e sebbene la maggioranza di tracce mi siano sembrate più aggressive della media solita  degli Eluveitie non mancano pezzi melodici, anche nei brani più Hardcore. Rispetto ai lavori precedenti forse si sente un po’ meno la componente folk, ma non per questo è assente, anzi spunta tutta insieme nei momenti meno aspettati, a questo proposito proprio “Epilogue”, la canzone di chiusura dell’album è a mio parere un capolavoro capace di dare i brividi. Potrebbe sembrare che Helvetios sia un po’ meno forbito stilisticamente rispetto ai suoi precedecessori ma per quel poco che perde di sperimentazione guadagna di emozione, di sentimento, riuscendo ad evocare e ad avvolgerci nella guerra gallica stessa, è impossibile ascoltarlo e rimanerne impassibili.

Dei due singoli usciti antecedentemente all’album ho avuto la possibilità di ascoltare solo “Rose for Epona” (non il cavallo di Zelda), una preghiera alla dea celtica dei cavalli e dei muli. Sebbene la sonorità decisamente più pop per gli standard degli Eluveitie è una canzone a mio parere semplicemente stupenda. Il testo, gli strumenti, la voce, si incontrano in un’armonia perfetta che essendo posizionata esattamente al centro dell’album, spezza per quattro minuti i toni, facendo metabolizzare tutto quello appena sentito, consentendoci dopo di proseguire per il resto della guerra, verso l’atto finale.

In breve Helvetios è un album spettacolare, se non il migliore fin’ora sfornato dagli Eluveitie uno dei migliori e per lo meno fa capire benissimo che i nostri 8 elvezi hanno ancora molto da raccontare. E’ un album che nonostante l’impatto che ha avuto sul sottoscritto mi ha messo in severa crisi nello scrivere questa recensione perchè dire tutto quello che sarebbe giusto dire su questo album, è veramente impossibile.

A presto,

Apolide

  

Mauro "Shindeor" Piccillo

About

Nato a Pisa e trasferitosi successivamente in vari luoghi europei, Mauro trova la sua stabilità nei videogiochi e uno spiccato interesse per il Giappone, elementi che lo porteranno a una laurea in Lingua e cultura Giapponese (della quale non si pente affatto), un periodo di soggiorno prolungato su suolo nipponico e successivamente un Master in grafica 3D. Non ama parlare di se in terza persona, ma quando ce ne è bisogno è sempre pronto.

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One Response to “Recensione: Eluveitie – Helvetios”

  1. Benzodiazepam scrive:

    Ascoltato, pro e contro:
    Il singolo è una canzoncina carina, ma non ha nulla a che fare con il resto del disco. E’ una mossa commerciale azzeccata per far avvicinare le bambine al genere, in pratica una “I’m going under” degli Evanescene con riff celtici nel mezzo, totalmente in contrasto con il resto dell’album dove c’è molto growl e in generale le tracce sono molto più dure. Pur essendo tutto sommato un buon disco, questo genere di cose mi fanno un po cascare le palle.

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