Blink 182 – Neighborhoods

  

Ed ecco il primo articolo vero e proprio di questo blog. Presentazioni a parte, sono contento di iniziare parlando dell’ultima fatica dei Blink 182. Io sono cresciuto sentendo la loro musica, li sento da quando frequentavo le medie, ho continuato per tutto il liceo e mi hanno abbandonato con il loro album omonimo… Ed oggi, rieccoli tornare e personalmente, mi sembra non sia passato un giorno. E’ paradossale, veramente. Già ascoltando il loro album prima dello scioglimento si sentiva quanto in oltre dieci anni di onorata carriera fossero maturati. Ora riprendono più o meno da lì, si sentono le influenze degli Angels & Airwaves, “Up all night” ne è la migliore prova, ma in un album di 14 track (per la versione deluxe per lo meno) ripercorrono tutto e vanno avanti… ci sono canzoni per tutti i gusti, è una sorta di excursus della loro carriera, da pezzi che ricordano da vicino i loro esordi, a pezzi che ci sembrano Blink 182 (intendo l’album) a brani che dimostrano che anche i ragazzi punk della California crescono, maturano e danno l’impressione di non averci mai abbandonato. Come ho già detto all’inizio, sono cresciuto ascoltandoli, e sentendo questo album, in un certo senso è come se dal 2005 a oggi avessi compiuto un salto alla cieca, atterrando esattamente dove sono arrivati loro.

E’ l’ultima puntata di un telefilm, sembra sia passato un attimo per come si presentano, più grandi, più maturi, ma non diversi, sono inconfondibili. Una lode a Travis Barker che non perde una battuta e rende grandi anche i brani che possono sembrare meno “ascoltabili”. La chitarra è inevitabilmente intrisa dei suoni degli AVA, ma non ha assolutamente paura di tornare indietro o di innovarsi e il basso, oltre a tenere bene il tutto fa sentire (a mio avviso), una certa influenza (quantificatela voi a piacere) da parte dei Cure, ma d’altronde che al signorino Mark Hoppus piacciano i Cure, si sa dai tempi dei Pier 69 …

Dunque vi lascio ad ascoltare questo singolo stupendo, che probabilmente avrete già sentito essendo uscito un pò di tempo fa, ma vale sempre la pena riascoltare…

Apolide

Mauro "Shindeor" Piccillo

About

Nato a Pisa e trasferitosi successivamente in vari luoghi europei, Mauro trova la sua stabilità nei videogiochi e uno spiccato interesse per il Giappone, elementi che lo porteranno a una laurea in Lingua e cultura Giapponese (della quale non si pente affatto), un periodo di soggiorno prolungato su suolo nipponico e successivamente un Master in grafica 3D. Non ama parlare di se in terza persona, ma quando ce ne è bisogno è sempre pronto.

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