DmC Devil May Cry – Provata la demo!

Appena finito di provare la demo di D.m.C – Devil May Cry che è stata uploadata pochi giorni fa generosamente dalla Capcom, scaricabile dal PSN. La demo, dal peso complessivo di 1.50 Giga è divisa (come quella recentemente provata di Ni No Kuni) da 2 parti diverse. Ecco quindi finalmente un tanto atteso test nei confronti del Dante così come voluto da Ninja Theory.

Come già è stato detto, la demo è articolata in 2 Stage, giocabili più volte a 4 difficoltà: Umano, Cacciatore di Demoni, Nefilim, Figlio di Sparda. Il primo stage, “Sotto Osservazione” è probabilmente quello che rende meglio un’idea della struttura del gioco, gameplay, audio, grafica e manovrabilità in generale. All’avvio del livello parte un breve video introduttivo che riassume in poco tempo la trama e i personaggi di DmC: Dante è trattato dal mondo come un terrorista in quanto combatte contro i demoni, Vergil è a capo di un’organizzazione che studia e combatte i demoni, Mundus controlla il mondo come noi lo conosciamo e oltre. Iniziato il livello vero e proprio ci si trova quindi nella città che fa da protagonista a questo capitolo (che tra l’altro ricorda molto quella di Devil May Cry 2), in una cutscene in cui vediamo Dante aggirarsi insieme a Cath, la “Dante’s Girl” di questo Devil May Cry (di cui abbiamo già parlato in precedenza), notati da delle telecamere di sorveglianza la città si trasforma attorno a loro diventando notevolmente più demoniaca e, perché no, viva. Inizia quindi il gameplay vero e proprio. In realtà le innovazioni rispetto ai predecessori non mi sono sembrate eccessive, giusto la possibilità di usare la Falce Osiris o l’Ascia Arbiter, una piccola aggiunta che rende i controlli un po’ meno familiari appena si comincia a giocare, ma nulla che etichetterei come “negativo” o “forzatura”, tranne i capelli bianchi sul protagonista quanto si trasforma in demone, che sembrano un po’ una forzatura del team Ninja Theory per non prendere troppe distanze dai capitoli precedenti.

Il secondo livello disponibile è “Ingrediente Segreto”, un semplice Boss Fight in cui ho trovato conferma e scoperto altri fattori su cui già stavo rimuginando dal primo livello. Innanzitutto è presente un bug abbastanza notevole, per il quale il boss non rientrava nel suo “bozzolo” quando avrebbe dovuto farlo, bloccando così la dinamica del combattimento, la cosa positiva è che sfruttandolo sono riuscito a conquistare un “SSS” come rank di combattimento, ma non ho comunque potuto finire il livello fino a quando non ho suicidato il povero cacciatore di demoni.

Altro cambiamento notevole rispetto ai primi Devil May Cry è senz’altro la volgarità dei dialoghi. Personalmente non ho assolutamente nulla contro le volgarità in generali, non me ne astengo neanche ma non per questo trovo più interessante un personaggio solo perchè ripete “Merda” o “vaffanculo” ogni 2 righe. Non è per buonismo, è solo perchè le ritengo volgarità inutili, inserite più per dare un tono al personaggio, che già ha risentito molto del redesign, che per altro. Vedere un Dante diverso è già stata una cosa difficile a cui abituarsi, vederlo trasformato però in un bambino sboccato è stato un piccolo colpo in più al cuore.

Una nota senz’altro positiva è il doppiaggio essendo uno dei pochi doppiaggi italiani di videogiochi che è riuscito fin’ora a piacermi.

La colonna sonora è senz’altro adeguata al gioco, senza distaccarsi eccessivamente da quelle degli altri capitoli, ma comunque con una tinta più cupa assolutamente necessaria per quello che secondo me è il Devil May Cry dai toni piu scuri. Una cosa poco apprezzata è stata l’alternanza tra italiano e inglese nei dialoghi e nelle cutscene, servirebbe un po’ più di coesione.

Questo è fondamentalmente tutto quello che ho da dire dopo aver provato questa demo, DmC è un gioco ben fatto nel complesso, che promette anche bene ma, essendo l’ultimo capitolo di una serie Cult, si trova, soprattutto a causa delle scelte stilistiche degli sviluppatori stessi, a mia opnione, su un gradino un po’ traballante.

Voi che ne pensate?

  

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Mauro "Shindeor" Piccillo

About

Nato a Pisa e trasferitosi successivamente in vari luoghi europei, Mauro trova la sua stabilità nei videogiochi e uno spiccato interesse per il Giappone, elementi che lo porteranno a una laurea in Lingua e cultura Giapponese (della quale non si pente affatto), un periodo di soggiorno prolungato su suolo nipponico e successivamente un Master in grafica 3D. Non ama parlare di se in terza persona, ma quando ce ne è bisogno è sempre pronto.

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