Natural Doctrine – Recensione

Natural Doctrine - Recensione

Natural Doctrine - Recensione

Primo gioco totalmente prodotto da Kadokawa Games, e pubblicato in occidente da NIS America, Natural Doctrine si è distinto (a fatica) nei mesi addietro per la sua particolare ambizione: rinfocolare l’attenzione sugli SRPG (Strategy RPG, o RPG tattici) offrendo una giocabilità “dura & pura” che risvegliasse la voglia di sfida degli appassionati.
Negli ultimi anni il genere è rimasto affidato per lo più ai vari Disgaea, Fire Emblem, Valkyria Chronicles e altri titoli generalmente poco conosciuti. Alla testa del team di sviluppo, il director Kensuke Tanaka ha tentato di dare al genere nuova linfa vitale mirando a qualcosa di unico e che puntasse tutto su un gameplay capace di regalare soddisfazioni solo tramite il superamento di missioni difficili. Lo scopo era quindi un po’ quello di portare il concetto dei titoli della serie Souls della From Software al genere SRPG.
Sarà riuscito il titolo a portare la ventata di aria fresca che gli appassionati aspettavano? Vediamo con ordine.

Natural Doctrine 02

STORIA

Natural Doctrine ci pone in uno scenario interessante. Siamo in un mondo fantasy in cui il genere umano è in costante lotta per la sopravvivenza e la gran parte di esso si è riunito nella città-fortezza di Feste. Sono tempi duri e ognuno deve fare la sua parte, quindi per guadagnarsi la cittadinanza nella roccaforte è necessario soprattutto reperire continuamente un particolare minerale magico chiamato Pluton che normalmente viene estratto nelle miniere dai goblin. Come reperirlo? Razziando le miniere, ovviamente, in nome della lotta alla sopravvivenza.
Protagonista principale del gioco è  Geoff, che insieme a vari compagni di viaggio (che via via aumenteranno) si troverà a combattere sia contro il governo di Feste che a contrastare l’avvento di una specie sconosciuta di mostri apparsa nelle miniere di Pluton.

Le premesse sono buone, lo spazio per una buona storia e tematiche sulla sopravvivenza e la selezione naturale anche… il problema è che non succede niente di tutto questo.
La storia rimane di una piattezza esacerbante per quasi tutto l’arco narrativo. Gli eventi che si susseguono non presentano particolari colpi di scena (ad eccezione di uno verso l’inizio del gioco), approfondimenti e a volte persino logica. Si avanza di cliché in cliché verso il finale senza alcuna rivelazione o spiegazione sull’ambientazione del gioco o retroscena dei personaggi.
E a proposito dei protagonisti, anch’essi sono decisamente mediocri, con una caratterizzazione appena accennata e per lo più ricalcante stereotipi da anime giapponesi, privi di qualsivoglia background o sviluppo personale.

Anche solo cercare di parlare della storia di Natural Doctrine sarebbe un esercizio di futilità, quindi vi basti sapere che non troverete niente di entusiasmante dal punto di vista narrativo.

Natural Doctrine 07Natural Doctrine 08

 

GRAFICA E SONORO

Di sicuro quello degli RPG tattici non è un genere che fa affidamento sull’aspetto grafico per fare colpo, e Natural Doctrine non fa  eccezione.
Non c’è propriamente qualcosa che non va nell’aspetto grafico del gioco, a parte una genericità disarmante. I personaggi sono disegnati bene, colorati e particolareggiati, e anche gli ambienti non sono male.
La resa in 3D però non è assolutamente degna di questa generazione. Non fa una bella figura come gioco per PS3, immaginate per PS4; in prospettiva l’unica console su cui non sfigura troppo è la PS Vita.
Una nota negativa va all’interfaccia visiva nelle battaglie, davvero ridondante di dati e scritte che affollano letteralmente lo schermo.

Sicuramente migliore è la colonna sonora opera di Noriyuki Asakura, compositore che ha lavorato a diversi titoli quali i vari Tenchu, Capcom Fighting Jam, nonché l’anime Rurouni Kenshi.
Anche se non molto vario, il comparto musicale è sicuramente pregevole, ma non abbastanza da essere memorabile; il che è un difetto molto relativo in fin dei conti.
Il doppiaggio non è certo quanto di meglio si possa trovare. Le voci sono spesso monocorde e i dialoghi alquanto “cheesy”, soprattutto se consideriamo che la storia non fornisce un buono script.
Positiva la scelta di includere anche il doppiaggio originale in giapponese che farà contenti i puristi.

 NAtURAL DOCtRINE_20140714165647 NAtURAL DOCtRINE_20140715134802

GAMEPLAY

Che Natural Doctrine sarebbe stato un titolo con pochi fronzoli di contorno e soprattutto focalizzato sul gameplay già ne avevano dato accenni gli stessi sviluppatori ancor prima dell’uscita. Vediamo dunque cosa ci aspetta in termini di giocabilità.

L’approccio non è decisamente tradizionale per i canoni del genere e swi distingue per una certa originalità.
Le battaglie hanno luogo in ambienti tridimensionali suddivisi in caselle, ma a differenza dei classici giochi in cui ogni casella corrisponde sostanzialmente allo spazio personale di un combattente, qui le caselle sono spazi più grandi capaci di contenere più personaggi (per un massimo di quattro) e in cui ci si può muovere liberamente.
Una delle prime cose da capire è che il posizionamento delle nostre unità è importante per l’esito degli scontri. Gli elementi ambientali come rialzi, muri, colonne e ostacoli vari, ma anche i vostri stessi alleati, infatti, influenzeranno l’esito degli attacchi. Se tra una nostra unità e il nemico c’è – per dire – una colonna, il nostro attacco andrà a vuoto; o ancora: se sulla linea di tiro di un nostro gunner si trova uno dei nostri personaggi, questi sarà colpito da fuoco amico.
Il posizionamento delle unità è cruciale anche per fronteggiare adeguatamente gli avversari, affidando ai membri con la difesa maggiore il ruolo di tank e lasciando nelle retrovie (possibilmente protette) quelli più danneggiabili. Tattica ancora più importante se si pensa che basterà la morte di uno solo dei nostri compagni a portarci al Game Over. E vi assicuriamo che capiterà parecchie volte.
Il gioco infatti pone un livello di sfida decisamente alto, spingendo il giocatore a valutare bene ogni mossa. Anche un solo passo falso può portare alla morte di un personaggio e quindi al Game Over.

NAtURAL DOCtRINE_20140715143443

La chiave per contrastare la pressante difficoltà sta nel decifrare e padroneggiare il sistema di battaglia, e in particolare il Linking System e l’iniziativa. In pratica, ad ogni turno c’è una condizione per creare un Link che, se realizzata, permette agli altri personaggi di “saltare la fila” e collegarsi al turno del primo. In questo modo si può dare vita ad attacchi combinati e, lasciando strategicamente dei personaggi in riserva, si potranno collegare più attacchi combinati in successione. A seconda del posizionamento delle unità poi sbloccheremo diversi bonus che potenzieranno i nostri attacchi.
Il problema è che ovviamente anche i nostri nemici hanno accesso alle stesse meccaniche, e vi assicuriamo che le sfrutteranno a dovere per sbaragliare i vostri combattenti. Quindi per sopravvivere sarà necessario massimizzare i nostri turni e abbattere più nemici possibile prima che questi possano fare lo stesso con noi.
Altra cosa da gestire con attenzione sono le magie, possibili non con un classico sistema di mana individuale dei maghi, ma tramite una scorta di Pluton comune a tutto il party; una volta terminata la scorta non sarà possibile usare incantesimi. Fortunatamente nella mappa ci sono diverse miniere di goblin in cui recarsi per fare scorta del prezioso materiale, trovare tesori nascosti e ovviamente per fare esperienza extra.
Lo sviluppo dei nostri personaggi è affidato a uno skill tree nel quale ad ogni punto abilità ottenuto tramite level up corrisponde una casella. Diversamente dal solito però, sarà possibile fare marcia indietro e togliere punti abilità già allocati per sbloccare altre abilità magari più utili in una battaglia invece che in un’altra.

Natural Doctrine 13

Il sistema di battaglia combina elementi interessanti e può essere appagante da usare… una volta appreso a fondo. Il problema è che non sarà facile, sia perché il tutorial del gioco vi darà le basi appena sufficienti per muovere i primi passi, sia perché la curva di difficoltà non è stata calibrata in modo tale da padroneggiare il sistema gradualmente. Apprenderete tramite lunghe sessioni di trial & error, che spesso vi terranno ore senza riuscire a progredire granché nel gioco.
Le battaglie infatti sono decisamente lunghe e possono durare anche 30-40 minuti. Una durata che non sarebbe necessaria se non fosse per un andamento davvero lento che metterà a dura prova la vostra pazienza, soprattutto a causa delle ripetitive e inutili animazioni che ogni singola unità compie prima e durante gli scontri veri e propri. Stare a guardare le interminabili sequenze dei turni avversari, appesantite dalle singole animazioni risulta davvero frustrante.
Imbarcarsi in queste lunghe battaglie solo per essere abbattuti dopo mezz’ora di gioco, imparare la lezione e dover ricominciare tutto daccapo attraverso altre infinite animazioni non è molto incoraggiante. A volte ci si ritrova dopo una o due ore di gioco ancora nella stessa battaglia.
L’esperienza di gioco più che porre una sfida tale da incitarci a migliorare, a tratti “puzza” di difficoltà artificiale. A volte capiterà di aprire una porta sbagliata solo per trovarsi di fronte una creatura o un gruppo di nemici impossibili da abbattere al nostro livello, vedendoci quindi abbattuti in un lampo.
Natural Doctrine 14Il vero problema è che troppo spesso si ha la sensazione che il gioco, tramite tentativi e sbagli, ci “costringa” a trovare l’unica strategia corretta per superare la battaglia. Anche perché le arene sono spesso strette e a senso unico e non danno abbastanza spazio per creare grandi variazioni strategiche.
Qui sta sostanzialmente la differenza tra la difficoltà di Natural Doctrine e quella di Dark Souls. Mentre il titolo From Software premia l’improvvisazione, l’astuzia e la sperimentazione di varie tattiche per superare un ostacolo, le battaglie in Natural Doctrine lasciano poco margine di errore e sperimentazione, portandoci via via verso un’unica soluzione possibile, o giù di lì.

Siamo di fronte insomma a un battle system ostico da maneggiare, ma è anche vero che una volta fatta la dovuta (e paziente) pratica e imparate a dovere le meccaniche, è capace di dare una certa soddisfazione, soprattutto quando si crea una perfetta combinazione di attacchi che sbaraglia gli avversari, ribaltando a nostro favore una situazione apparentemente tragica.
Con l’avanzamento del gioco, soprattutto verso la metà, con l’aggiunta di nuovi personaggi si espandono anche le possibilità strategiche, ma sempre nei limiti di quanto la situazione ci permetterà di fare.

 

CONCLUSIONE

Natural Doctrine è un titolo dedicato principalmente ai giocatori hardcore di RPG strategici.
Le sue qualità si celano essenzialmente in un gameplay complesso e interessante, capace di dare soddisfazione principalmente ai più pazienti e “tecnici” tra i giocatori. Il problema è che sdpesso si ha l’impressione che il gioco si auto-complichi da solo, e quanto di buono c’è nel sistema di battaglia è ovattato dai non pochi difetti che lo affliggono, in primis una lentezza esasperante.

Per il resto degli aspetti il gioco è decisamente mediocre. La storia parte con delle buone premesse ma si rivela di una qualità davvero superficiale. Il comparto tecnico è appena passabile.

Quindi se la sola giocabilità di un titolo non vi basta e cercate qualcosa di completo a tutto tondo, lasciate stare questo gioco.
A coloro che, dotati di una buona dose di pazienza, sanno apprezzare un sistema di battaglia complesso, capace di punire le disattenzioni ma ricompensare la dedizione nel “decifrare” a dovere le sue meccaniche e pianificare minuziose strategie, il titolo di Kadokawa Games potrà rivelarsi persino come una piccola perla.

 

Natural Doctrine - Scheda

 

Articoli Correlati:

Marco Patrizi

About

Marco Patrizi inizia a videogiocare a circa 6 anni col mitico Commodore 64 e i coin-op delle sale giochi (di cui sente la mancanza). Da allora, di console in console, non ha mai smesso di menar di pollici sui joypad. Ha seguito ogni generazione di console, giocando a quello che poteva e leggendo del resto, sulle riviste specializzate prima e sui siti internet poi. Scrive recensioni e articoli da diversi anni per realtà online piccole e grandi. Potete trovarlo a straparlare di robe random sul suo blog: http://www.oneinchpunch.it/

You can leave a response, or trackback from your own site.

Commenta con Facebook

Leave a Reply

 

Designed by Oyun - For Green Hosting