The Evil Within – Recensione

Benvenuti nel peggiore incubo di...

The Evil Within - Cover
Review of: The Evil Within
Survival Horror:
Bethesda Softworks
Version:
PC

Reviewed by:
Rating:
4
On ottobre 31, 2014
Last modified:ottobre 31, 2014

Summary:

The Evil Within è un gioco interessante, che merita di essere giocato soprattutto dai fan del genere, in quanto molto derivativo dai precedenti lavori di Mikami e non solo, essendo presenti anche parecchi spunti da Silent Hill. Inoltre, sebbene non riesca mai a spaventare veramente, conquista il giocatore mantenendolo in uno stato di tensione abbastanza costante e riesce a darci una sensazione nostalgica, ricordandoci i vecchi classici horror ormai andati.

The Evil Within - Cover

Era il lontano 22 marzo 1996 quando in Giappone vide la luce Resident Evil, titolo survival horror, figlio della mente (perversa o meno, dobbiamo ancora capirlo) di Shinji Mikami, ormai affermato game designer giapponese. Il fatto di per se è importante in quanto fu proprio la Capcom a coniare il termine “survival horror” riferendosi al primo capitolo di una delle saghe videoludiche horror più note nel mondo. Da allora come ben sappiamo la serie è cambiata notevolmente, improntata più verso l’accezione Action del genere, tanto che oramai i RE sono considerati sparatutto in terza persona (a partire dal quinto in particolare). In un intervista di oltre un anno fa infatti Mikami in persona delucidò il pubblico su quale fosse il problema nel mantenere vivo il genere in una serie, aggiungendo che proprio per questo motivo, stava lavorando insieme a Tango Gameworks a un gioco completamente nuovo: The Evil Within. Ecco quindi finalmente arrivare, il 14 ottobre 2014, sui nostri schermi (Playstation 3, Playstation 4, Xbox 360, Xbox One e PC) l’ultimo prodotto dell’immaginazione del maestro giapponese del genere survival horror e noi di EIR Games, siamo lieti di potervelo recensire. Cominciamo!

The Evil Within - 1

Storia

La storia di The Evil Within inizia presso l’ospedale psichiatrico Beacon Mental Hospital nella città di Krimson City. Il detective Sebastian Castellanos, insieme ai suoi partner Joseph Oda e Julie Kidman, indaga su un omicidio di massa avvenuto proprio all’interno della struttura. La “squadra” incontra in questa occasione il dottore Marcelo Jimenez, alla ricerca del suo paziente Leslie Withers. Castellanos, assalito da un misterioso uomo incappucciato, Ruvik, si risveglia in quelli che sembrano i sotterranei dell’ospedale. Una volta fuggito (capitolo uno del gioco) troverà la città devastata da un male misterioso e così, combattendo per la propria sopravvivenza, “Seb” intraprende il proprio viaggio per scoprire la forza malvagia dietro il sipario della tragedia in atto a Krimson City.

La narrazione di The Evil Within è abbastanza diretta, con abbastanza cutscene presenti nel corso della partita, ma non riesce, anche a fine di un playthrough a spiegare completamente l’accaduto. Sono infatti parecchi i buchi da colmare riguardo agli eventi a cui assisteremo giocando al titolo in questione e sebbene posso essere d’accordo con l’idea di non spiegare ogni singola cosa, alcune delle lacune sarebbero in realtà abbastanza determinanti per il corso della storia stessa.

The Evil Within - Blood

Bellissima giornata

Audio

Il reparto sonoro di The Evil Within offre parecchi spunti interessanti e dimostra sicuramente uno studio notevole. La colonna sonora, ad opera di Masafumi Takada (No More Heroes, Danganrompa), è nel corso della partita, abbastanza scarna (basti pensare che l’album acquistabile consta di 17 tracce) ma solo in quanto ben dosata e miscelata con il gameplay. Spesso presente è il Clair De Lune di Claude Debussy, che fa da “richiamo” per la zona di salvataggio e upgrade del nostro protagonista, ma altrimenti, soprattutto nelle prime fasi di gioco, tutto l’impatto è volto verso gli effetti sonori, che sicuramente renderebbero molto su un sistema surround fatto come si deve, ma non deludono affatto già solo dagli altoparlanti della TV. Con il procedere del gioco e l’aumentare dell’azione, la colonna sonora incalza e si fa sempre più presente, accompagnando bene le scene nelle quali ci ritroviamo.

Il doppiaggio in lingua inglese non delude affatto, è ben interpretato e Anson Mount (Castellanos) e Jackie Earle Haley (Ruvik) svolgono un ottimo lavoro.

The Evil Within - Mirror

No, non è lo specchio dell’IKEA

Grafica

L’approccio alla grafica di The Evil Within è senz’altro particolare. Uno spettacolo dal punto di vista realizzativo, con ottimi modelli ed effetti d’illuminazione. Gli ambienti risultano ricchi e non hanno assolutamente problema a dare credibilità al titolo, inoltre il gioco ci porta in una varietà di luoghi notevole. Il problemi iniziano però dal caricamento delle texture, il Tech 5 (engine grafico del gioco), impiega infatti abbastanza tempo per caricarle, vediamo spesso infatti le texture caricare solo dopo aver inquadrato l’oggetto (o personaggio) per qualche secondo. Altro problema grafico del gioco sono le compenetrazioni, per cui capita spesso di trovarsi a camminare in mezzo ad asset di scena. Questi sono problemi che avremmo potuto giustificare sicuramente qualche anno fa ma che oggi non possono non portarci un sorriso di “nostalgia”.

The Evil Within - Laura

Laura, Sex-Symbol del gioco

Tornando alle ambientazioni, tutte rendono benissimo l’atmosfera della storia che Mikami ci vuole narrare, ma sono complessivamente abbastanza cliches o banali. In pieno stile surreale veniamo sballottati da un luogo all’altro nel corso della nostra partita, ma tutti fondamentalmente scontati come ambientazione horror, passiamo infatti dal manicomio al villaggio abbandonato, capitando poi nella chiesa che nasconda un culto “satanico”, arrivando alla casa avvolta da un oscuro passato e, proprio quanto pensi “manca solo il circo”, appare una giostra. Vabbè, almeno non è un circo completo.

Il gioco è presentato con un cinematografico 2.35:1 piuttosto che un classico 16:9, elemento che non solo si sposa bene con le velleità narrative del gioco, ma attribuisce, insieme alla telecamera puntata dietro la spalla del protagonista, un senso di claustrofobia sicuramente voluto e di ottimo impatto per l’umore del giocatore.

The Evil Within - Carousel

Rassicurante…

Gameplay

Il gameplay di The Evil Within non spicca particolarmente per originalità, è senz’altro godibile e abbastanza diretto nei suoi comandi tradizionali, mischiando un’ottima dose di stealth (necessaria) a un buon numero di armi usufruibili nel corso della partita. Il movimento del protagonista risulta abbastanza legnoso, un po’ nella reattività stessa ai comandi, un po’ per i tasti azioni e le sue animazioni collegate, obbligatoriamente eseguite anche nel corso degli inseguimenti e dei momenti più adrenalinici.

Il titolo, come annunciato sin dall’inizio è un Survival Horror, ecco quindi che le munizioni tendenzialmente non sono mai abbastanza, e soprattutto nella prima fase della partita dovremmo ricorrere molto spesso alla modalità stealth, tuttavia, con il proseguire del gioco, si sbloccherà un buon arsenale, e la componente survival, cede il passo a una modalità più Action, senza comunque mai offuscarsi completamente. Di Horror, in realtà ve ne è molto poco, in quanto, come accennato alla sezione grafica, The Evil Within si rifà molto agli stereotipi del genere e quindi, pur mantenendo sempre un’atmosfera creepy che riesce a comunicare constamente un certo disagio al giocatore, siamo più sul Gore che sull’horror vero e proprio. In definitiva The Evil Within non spaventa, inquieta.

Il sistema di salvataggio e upgrade è molto carino, con un ambiente a parte a cui si accede nel corso del viaggio, in cui talvolta può anche procedere la storia. Inoltre sempre tramite questo “ospedale” immaginario abbiamo accesso a delle cassaforti apribili tramite le chiavi trovate giocando, sono infatti parecchi i segreti presenti nel gioco tra aree ed oggetti collezionabili.

 

The Evil Within - BarnThe Evil Within - 2

 

Opinioni Finali

Per concludere, The Evil Within è un gioco interessante, che merita di essere giocato soprattutto dai fan del genere, in quanto molto derivativo dai precedenti lavori di Mikami e non solo, essendo presenti anche parecchi spunti da Silent Hill. Inoltre, sebbene non riesca mai a spaventare veramente, conquista il giocatore mantenendolo in uno stato di tensione abbastanza costante e riesce a darci una sensazione nostalgica, ricordandoci i vecchi classici horror ormai andati.

Una nota in più è dovuta per il porting per PC del gioco, che ha dato problemi a numerosi utenti, andando in crash al caricamento del gioco o nel corso della partita, in particolare verso il secondo e terzo capitolo. Sebbene sia stata anche rilasciata una patch, alcuni problemi continuano a persistere e personalmente posso consigliare di modicare l’antialiasing (o portarlo a SMAA o spegnerlo completamente) oppure di inserire alcuni comandi dalle opzioni di lancio di Steam: “+com_skipIntroVideo 1″ per saltare l’intro, “+r_forceaspectratio 1.8″ per modificare il formato video.

The Evil Within - scheda recensione

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Mauro "Shindeor" Piccillo

About

Nato a Pisa e trasferitosi successivamente in vari luoghi europei, Mauro trova la sua stabilità nei videogiochi e uno spiccato interesse per il Giappone, elementi che lo porteranno a una laurea in Lingua e cultura Giapponese (della quale non si pente affatto), un periodo di soggiorno prolungato su suolo nipponico e successivamente un Master in grafica 3D. Non ama parlare di se in terza persona, ma quando ce ne è bisogno è sempre pronto.

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