ARTi Livelli #04: Phantasy Star Online

Dove nessuna console è mai arrivata prima

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5
On aprile 8, 2014
Last modified:aprile 8, 2014

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Quarto appuntamento focalizzato sui sogni. E sui sogni che fanno a loro volta sogni. Confusi? E’ tutto normale, tranquilli

La macchina dei sogni

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Di cosa sono fatti i sogni?

Dreamcast. Ultima console Sega. La prima console a 128 bit. La macchina dei sogni. Perchè tanto clamore per una console? Descriverlo non è facile, ma vedrò di riuscirci lo stesso. La bianca console rappresenta un modo di fare videogame che non esiste più. Fu concreta pioniera di moltissime innovazioni oggi normali standard di base. Fu un trampolino di lancio per la creazione di titoli coraggiosi e molto innovativi. Fu tutto questo e molto di più. Infatti, è ricordata ancora oggi da molti fan con enorme affetto. Molto ci sarebbe da dire sul Dreamcast: formato prioritario detto GD-ROM da 1.2 Gb, la VMU (Visual Memory Unit) una memory card interattiva (una sorta di piccola console con schermo a cristali liquidi). Ma oggi, vogliamo ricordarla per una sola cosa: il modem a 56 kbit/s.

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Un logo, tanti ricordi

Dotare una console di modem, significa configurarla per il gioco online. Sega era consapevole che non poteva prendere alla leggera questa opportunità. Aveva bisogno di un gioco, fosse anche uno solo, che usasse a dovere questo accessorio.

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Buffo come questo team venga ricordato solo per un personaggio quando ha fatto anche moltissimi altri giochi…

Il Sonic Team (si, è il responsabile della nascita del famoso porcospino blu) fu incaricato di tale compito. Ma cosa fare? Grande domanda…gli altri che hanno fatto? Si sa, una delle prerogative giapponesi è quella di prendere oggetti stranieri, analizzarli, carpirne ogni dettaglio e migliorarli. Se siete stati attenti o semplicemente, se seguite questa rubrica, ho già trattato un gioco molto importante: Diablo. Preso a punto di riferimento, Sega cominciò a sviluppare il “suo Diablo“, con ambientazione sci-fi e implementazione del gioco online. Nasce Phantasy Star Online.

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In questa immagine, si possono notare 2 cose:
1) Il sistema di comunicazione tra giocatori, che utilizzava frasi e smile
2) come il personaggio abbia mancato il nemico più debole del gioco

Similmente al capolavoro Blizzard, Phantasy Star Online racchiude in se tutte le caratteristiche del genere: personaggi da sviluppare, hub generale (l’astronave Pioneer), mondo da esplorare (Ragol). Le differenze rispetto al demoniaco Diablo sono però evidenti: molto più focalizzato sul gioco di gruppo, PSO enfatizza questo tratto sia nel gioco online che offline. Ma non finiscono qui, l’ambientazione sci-fi fornisce ottimi spunti per l’introduzione di elementi nuovi come i MAG, veri e propri famigli che aiutano e supportano il giocatore durante la sua avventura, evolvendosi e migliorandosi costantemente.

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Lo so, sembra un Eva, ma è un MAG. E permetteva anche dei colpi devastanti

Si, è possibile giocare una lunga avventura in singolo anche offline, ma il meglio arrivava con l’online. Grazie al modem, PSO diventava immenso: possibilità di incontrare moltissimi avventurieri da tutto il mondo, missioni extra sia di natura settimanale che legate a particolari eventi, la Challange Mode che settava un gruppo di personaggi con un livello e un equipaggiamento ben definito per superare un particolare dungeon e la Battle Mode, croce e delizia di ogni gioco online moderno.

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I boss facevano un male atroce… picchiavano come marinai norvegesi

Perchè è passato alla storia?

Ha sdoganato il gioco online per le console. Se prima era prerogativa esclusiva dei PC, il pionieristico Phantasy Star Online ha permesso di avere le gioie del gioco online anche su console. Se oggi potete massacrarvi a Call of Duty, Halo, Pes o quello che vi pare, lo dovete anche grazie a questo gioco. Tempo fa, lessi un articolo che indicava la presenza di giocatori con più di 2000 ore di gioco alle spalle passate su PSO. Tutto questo, grazie alla lungimiranza di un team di sviluppo che ha creduto nelle proprie capacità e ci ha regalato un sogno. Grazie ad una macchina speciale. Grazie alla macchina dei sogni.

Grazie, Dreamcast

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Le cose belle della vita. Cerchi immagini per chiudere l’articolo, e ti appaiono queste perle! Sono l’araldo delle cazzate…

 

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