Batman: Arkham Asylum – Recensione

batman-arkham-asylum-logo
Action:
Warner Bros. Interactive Entertainment

Reviewed by:
Rating:
5
On marzo 20, 2014
Last modified:marzo 21, 2014

Summary:

batman-arkham-asylum-logo

Il franchise di Batman, come qualsiasi altro marchio di fumetti o film, ha avuto una storia di alti e bassi per quanto riguarda le varie trasposizioni videoludiche; diciamocelo: più bassi che alti. Questo fino a quando Rocksteady, un piccolo studio di sviluppo con al suo attivo solo un non molto brillante Urban Chaos, non è riuscita in un piccolo grande miracolo: creare un gioco dedicato al Cavaliere Oscuro veramente degno di questo nome. Vediamo con ordine come.

STORIA

Per la storia del gioco non è stata presa la facile strada di ricalcare le vicende dell’ultimo blockbuster su grande schermo (non dimentichiamoci che appena un anno prima era uscito The Dark Knight di Christopher Nolan), anzi il titolo di Rocksteady è totalmente slegato dalle interpretazioni cinematografiche e si ispira molto di più ai fumetti. In particolare viene qui utilizzato il setting del manicomio criminale di Arkham, visto soprattutto nelle graphic novel The Dark Knight Returns, Una folle dimora in un folle mondo ecc. Per chi non lo sapesse, in questo luogo vengono rinchiusi tutti i criminali ritenuti folli o generalmente non sani di mente, fungendo sia da luogo di detenzione che da ospedale psichiatrico. Capirete che praticamente tutti i peggiori nemici del vigilante mascherato vengono rinchiusi qui. Ed è proprio così che inizia la storia: dopo aver sventato la sua ennesima minaccia, il nostro eroe porta personalmente il Joker nel manicomio situato sull’Isola di Arkham. Batman è inquieto, la cattura del suo arcinemico è stata troppo facile questa volta. Ben presto i suoi timori si rivelano fondati: appena internato, il Joker si libera delle guardie e prende possesso dell’intera struttura, rivelando un piano messo in moto da molto tempo con l’aiuto di complici interni al manicomio. Il Cavaliere Oscuro si trova quindi intrappolato nell’isola di Arkham, popolata dagli sgherri del Joker, psicopatici di ogni tipo, ma soprattutto dai suoi peggiori nemici, ora non più prigionieri.
Tutto ciò è ovviamente solo l’incipit di una storia più complessa, splendidamente scritta (ai fan farà piacere sapere che Paul Dini ha supervisionato il copione), che per una volta omaggia degnamente le avventure cartacee dell’oscuro eroe. I vari personaggi sono trattati egregiamente e nella narrazione c’è anche spazio per una retrospezione del protagonista. Forse si sarebbe potuto fare di meglio riguardo al rapporto di Batman con la pazzia come punto di “comunicazione” tra lui e i suoi nemici, ma probabilmente non avrebbe funzionato bene come nei fumetti.

BAA-01

GAMEPLAY

Il gameplay riesce efficacemente a fondere in una cosa sola fasi di esplorazione/investigazione, stealth e combattimento.
L’armamentario del nostro eroe ci renderà capaci di muoverci attraverso l’isola di Arkham in perfetto “stile Batman”. Utilissima è la Modalità Detective, che tramite uno speciale visore ci permetterà di scansionare l’ambiente circostante ai raggi X e a visualizzare vari tipi di informazioni ambientali; il visore ci permetterà di vedere i nemici dietro le pareti e notare particolari invisibili a occhio nudo, inoltre evidenzierà gli elementi interattivi degli ambienti.
In generale tutti i gadget presenti, grazie all’efficacia della loro realizzazione e alla loro versatilità, non solo contribuiscono a calarci nei panni dell’Uomo Pipistrello, ma conferiscono al gameplay una notevole profondità, dandoci un’ampia libertà di scelta su come risolvere determinate situazioni. Spesso infatti, giocando bene le nostre carte, piuttosto che sbaragliare gli avversari con la forza bruta potremo scegliere di agire rimanendo nell’ombra. Solitamente queste situazioni si manifesteranno quando bisognerà superare stanze pattugliate da guardie armate; in questi casi attirare l’attenzione sarà l’opzione meno consigliata, in quanto attireremmo all’istante raffiche di proiettili capaci di abbatterci molto velocemente. Fortunatamente non mancheranno gli elementi adatti per agire silenziosamente, soprattutto condotti dell’aria condizionata che ci permetteranno di spostarci non visti e doccioni dai quali piombare sulle nostre vittime.
Nonostante le abilità stealth del Cavaliere Oscuro, saranno inevitabili gli scontri a mani nude solitamente con i numerosi tirapiedi del Joker. Entra in scena in questi casi il sistema Freeflow Combat, creato con il preciso scopo di gestire combattimenti uno-contro-tanti. Questo battle system si fonda sull’utilizzo di pochissimi tasti: uno per l’attacco, uno per le schivate/parate e uno per stordire. Gran parte dei combattimenti potranno essere gestiti anche solo con i due primi tasti: Batman attaccherà automaticamente il nemico più vicino a lui e nel momento in cui un nemico sta per colpirlo sulla sua testa apparirà un segnalatore che ci indicherà il momento giusto per evitare il suo attacco. Il tutto quindi viene gestito non con una complicata combinazione di tasti, ma più dal tempismo con cui gestire attacco e difesa, oltre ovviamente allo spostarsi strategicamente negli ambienti. I comandi rispondono in modo ottimale, i colpi sono portati a segno con precisione e spettacolarità, nonché con un sistema di collisione praticamente impeccabile; il tutto ci trasmette molto bene le capacità marziali dell’eroe, contribuendo a creare un gameplay esaltante. Scordatevi quindi quei giochi in cui troppo spesso ci si ritrovava ad agitare i pugni all’aria, cercando di adattarci al sistema di collisioni del gioco di turno: in Arkham Asylum se un nemico è nel nostro raggio d’azione basterà la pressione di un tasto per colpirlo senza problemi.
Concatenando diversi colpi contro gli avversari si costruiranno delle combo che aumenteranno il nostro “punteggio”, che incrementerà i punti esperienza che otterremo dai combattimenti, punti che potremo spendere in vari potenziamenti per il nostro equipaggiamento. Questo incentivo è stato sfruttato in modo abbastanza bilanciato, perché sprona il giocatore a fare del suo meglio negli scontri, ma non lo costringe a futili spettacolarizzazioni; i potenziamenti disponibili sono utili, ma non fondamentali per proseguire nell’avventura.
Insomma ci troviamo davanti ad un gameplay dalla indubbia validità. I punti a sfavore che vanno a intaccarne la qualità generale sono pochi. Non sarà difficile notare che gli sgherri del Joker non sono proprio dei mastini inarrestabili, la loro intelligenza e accortezza lasciano a desiderare e non raramente avrete l’impressione che essi “mostrino il fianco” troppo facilmente. Da segnalare anche alcune boss battle in cui ritroviamo un “ripeti questa sequenza 3-5 volte” che sa un po’ di antiquato.
Stiamo parlando di difetti marginali comunque, che difficilmente rovineranno seriamente la vostra esperienza di gioco.

BAA-02

GRAFICA

Anche dal punto di vista visivo Arkham Asylum fa un’ottima impressione. Sfruttando egregiamente la tecnologia dell’Unreal Engine 3, il gioco possiede un ottimo design sia generale che particolare. L’isola di Arkham è strutturata in modo da permettere un’esplorazione graduale degli ambienti, sviluppati molto bene anche nella dimensione verticale.
L’efficacia dell’atmosfera è garantita da un magistrale connubio di stile artistico in perfetta sintonia con quello fumettistico, uso dei colori e delle luci (ma soprattutto delle ombre), il tutto espresso magnificamente da un ottimo livello di shader, texture ottimamente realizzate e dettagli grafici a non finire. Sono anche praticamente assenti le compenetrazioni di poligoni, e come già accennato le collisioni dei modelli poligonali sono state realizzate ottimamente.
Per quanto riguarda le animazioni durante i combattimenti il tutto funziona alla grande; solo in occasione di dialoghi tra Batman e alcuni NPC si nota una visibile staticità e inespressività dei volti, che stona non poco con l’eccellenza grafica generale.

SONORO

La colonna sonora del gioco, grazie a un sapiente utilizzo degli strumenti, sa trasmettere bene il senso di oscurità e di oppressione di Arkham, senza farci mancare dei motivi di armoniosa adrenalina per i combattimenti e per i momenti di climax della trama.
Per il doppiaggio originale in inglese sono stati coinvolti i doppiatori della storica serie animata, per inciso: Kevin Conroy (Batman), Mark Hamill (Joker) e Arleen Sorkin (Harley Quinn). Anche il doppiaggio italiano, nonostante non arrivi a tali livelli di eccellenza, si difende molto bene e non stona particolarmente; anche per la nostra lingua sono stati chiamati i doppiatori della stessa serie animata che approdò anni fa su Italia 1.
Insomma per una volta non possiamo davvero lamentarci della localizzazione in italiano, che tra l’altro è di buona fattura anche per quanto riguarda le traduzioni testuali dei menù.

BAA-03

LONGEVITÀ

La storia principale non è particolarmente lunga, potrete completarla nel giro di una decina di ore o poco più. Anche se di base si tratta di una storia lineare, la struttura di gioco è discretamente libera e vi permetterà di interrompere l’avventura principale e dedicarvi all’esplorazione e al ritrovamento di bonus nascosti.
Grazie al progressivo potenziamento dei gadget a vostra disposizione, saranno molteplici le occasioni di backtracking nelle quali tornerete sui vostri passi per sbloccare aree precedentemente inaccessibili.
Tra le missioni secondarie troviamo le sfide dell’Enigmista, il quale ha disseminato su tutta l’isola di Arkham dei trofei da scovare e degli indovinelli da risolvere partendo da una frase-indizio; alcuni di questi indovinelli sono decisamente facili, altri sono sorprendentemente intelligenti e spesso necessitano di una buona conoscenza dell’universo di personaggi legati a Batman.
A parte questi, interessanti da trovare e ascoltare sono i capitoli del racconto di Amadeus Arkham sulla fondazione dell’ospedale psichiatrico, che si si ricollega direttamente con le graphic novel. Degne di nota sono anche le registrazioni dei colloqui degli arcinemici di Batman in qualità di pazienti del manicomio; queste registrazioni aggiungono spessore ai personaggi e contribuiscono ad approfondire il background delle vicende del gioco.
Infine, in una modalità a parte separata dall’avventura principale, è possibile affrontare diverse sfide, alcune delle quali andranno sbloccate, che consistono nel combattere con diversi avversari in un tempo limite cercando di ottenere il punteggio combo più alto possibile, o anche nel portare a termine obiettivi specifici sfruttando al meglio le capacità del nostro eroe.
Senza contare queste ultime, possiamo dire che il gioco potrà tenervi occupati dalle 10 alle 15 ore di gioco, a seconda di quanto siete completisti. Non si tratta di una longevità eccelsa, ma c’è anche da considerare che il setting temporale del gioco è concepito per essere portato a termine nell’arco di una notte in-game, quindi probabilmente allungare il brodo magari rendendo l’isola più grande o aggiungendo altre missioni avrebbe stonato con l’atmosfera e privato la sensazione della rapida successione degli eventi.

Batman-Arkham-Asylum-scr01

CONCLUSIONE

Batman: Arkham Asylum è un gioco eccellente. Con una buona trama che, anche se non particolarmente lunga, ha il pregio di rendere giustizia alle oscure tinte del fumetto, senza volerlo “imitare” troppo. Il gameplay è solido, per certi aspetti innovativo, e straordinariamente efficace. Il tutto è confezionato con un comparto tecnico di alto livello. Sono presenti davvero pochi difetti abbastanza marginali, ma non riescono in alcun modo a rovinare l’assoluta qualità di quello che è il miglior gioco dedicato a Batman mai visto fino alla sua uscita.
Un acquisto consigliato per chiunque sappia apprezzare un buon action-adventure e non disprezzi gli elementi stealth, e un autentico must-buy per gli estimatori del Cavaliere Oscuro.

Storia: 9
Gameplay: 9,5
Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Longevità: 7,5

Voto:

(9/10)

XenoBahamut

Articoli Correlati:

Marco Patrizi

About

Marco Patrizi inizia a videogiocare a circa 6 anni col mitico Commodore 64 e i coin-op delle sale giochi (di cui sente la mancanza). Da allora, di console in console, non ha mai smesso di menar di pollici sui joypad. Ha seguito ogni generazione di console, giocando a quello che poteva e leggendo del resto, sulle riviste specializzate prima e sui siti internet poi. Scrive recensioni e articoli da diversi anni per realtà online piccole e grandi. Potete trovarlo a straparlare di robe random sul suo blog: http://www.oneinchpunch.it/

You can leave a response, or trackback from your own site.

Commenta con Facebook

Leave a Reply

 

Designed by Oyun - For Green Hosting