Infamous Second Son: hands-on al Sony Event

inFamous Second Son

Ieri all’evento organizzato a Roma dalla Sony  è stato presentato l’attesissimo Infamous: Second Son, nuovo capitolo della serie action creata da Sucker Punch Production.
Siamo stati accolti in una struttura allestita in stile urbano, con tanto di street writer che in tempo reale ha realizzato due tele in stile murales.

Brian FlemingIl videogioco è stato introdotto in una conferenza da Brian Fleming (co-founder e producer di Sucker Punch), arrivato direttamente da Seattle e accompagnato da Troy Baker, l’attore che ha interpetato il protagonista.
Prima di mostrare i trailer del gioco, Fleming ce ne ha riassunto i punti focali.
Il personaggio principale è Delsin Rowe, street artist ventiquattrenne di origini nativo americane e dal carattere ribelle. Il gioco è ambientato sette anni dopo il finale buono di Infamous 2, considerato quello ufficiale. Il ricordo dei terribili eventi accaduti nei primi due giochi è ancora vivido  nelle menti della popolazione; temendo il ripetersi di quegli avvenimenti è stata istitutita la D.U.P. (Department of Unified Protection), un’agenzia governativa specializzata nella lotta contro i Conduit (persone dotate di poteri sovrannaturali), ora etichettati dal governo come “bio-terroristi”. È in questo scenario tetro che Delsin scopre il suo potere, che consiste nella capacità di assorbire ed utilizzare i poteri degli altri Conduit. Il primo che controllerà sarà quello del fumo, successivamente acquisirà il controllo del neon (che sarà simile a un laser) e poi ne assorbirà altri che gli sviluppatori non hanno volontariamente rivelato per garantire l’effetto sorpresa al giocatore.
Grazie al gap temporale nella storia e al nuovo protagonista, anche chi non ha avuto modo di giocare ai due precedenti capitoli potrà godersi la nuova avventura senza dover necessariamente recuperare i due capitoli per PS3.

Dal punto di vista del gameplay possiamo confermare che le dinamiche di base sono pressoché identiche a quanto visto in passato. I poteri di Delsin gli permettono di eseguire letali attacchi sia dalla corta distanza sia tramite i classici proiettili energetici, globi esplosivi e via dicendo. Una gradita miglioria è la capacità di scalare rapidamente gli edifici e di spostarsi molto più velocemente da un palazzo all’altro rispetto alle scalate dei capitoli precedenti, più realistiche ma sicuramente anche più lente.
Il touchpad del nuovo DualShock 4 è stato adibito ad alcune occasionali interazioni con l’ambiente esterno per missioni specifiche, e per assorbire gli elementi ambientali che andranno a rifornire l’energia di Delsin (fumo, insegne luminose ecc.).

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Torna anche in questo capitolo il Karma System, che ci permetterà di decidere se far sviluppare la personalità del protagonista secondo principi morali o dissoluti. Le conseguenze delle nostre scelte si ripercuoteranno sulla città e sulla storia; inoltre a seconda della condotta che si sceglierà si dovrà cambiare sensibilmente l’approccio al gioco; in particolare scegliendo la “retta via” bisognerà fare molta attenzione a non abbattere i civili.

È possibile apprezzare il salto generazionale dall’ultimo capitolo dalla qualità grafica nettamente superiore. Muovendosi per le strade della città si può notare l’ottima qualità delle texture che danno agli elementi visibili un aspetto realistico e particolareggiato, mentre le animazioni, dei modelli poligonali ma soprattutto degli effetti speciali, risultano fluide.
Lo stile architettonico di Seattle è stato riprodotto fedelmente, come anche il suo tipico clima piovoso.

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Dopo la presentazione e la sessione di prova del gioco, abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Brian Fleming e Troy Baker.
Troy BakerAvendo notato che, rispetto ai primi due titoli, Second Son sembra più realistico e forse maturo, abbiamo chiesto se avremmo potuto aspettarci in futuro altri giochi di questo tipo. Fleming ci ha risposto che per questo titolo chiaramente hanno voluto ricercare uno stile più realistico anche per sfruttare le opportunità offerte dalla nuova console, ma che per il futuro non hanno piani precisi riguardo scelte di questo tipo.
In base ai rumor apparsi in questi giorni su Internet abbiamo chiesto della possibilità di sviluppare un titolo della serie per PS Vita: Fleming ci ha sorpreso confermandoci l’interesse da parte dell’azienda di sviluppare titoli per la console portatile.
Troy Baker ci ha parlato invece della parte recitativa del lavoro di sviluppo: ha trovato interessante lavorare senza l’aiuto dei costumi di scena e del trucco, dove il suo unico costume era la tuta di spandex. «Lavorare per un videogioco richiede una recitazione molto più simile a quella teatrale, che lavora con l’immaginazione, in quanto non si vede cosa e dove stai recitando.»
Abbiamo notato provando il gioco un piccolo particolare… sul cappello di Delsin compare la scritta “Seattle 138″.  Ma alla domanda “Che cosa significa quel numero?” Brian ci ha risposto di non averne assolutamente idea! Troy ci ha detto che un significato c’è ma di chiederlo a Billy Harper su Twitter… così anche loro avrebbero saputo la risposta! E ci ha risposto…

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Per concludere ecco le nostre impressioni personali.

XenoBahamut: personalmente sono stato positivamente impressionato dagli ottimi effetti speciali e dall’atmosfera urbana; un ambiente notturno (nella versione provata era notte) così particolareggiato e con un numero così elevato di fonti di illuminazione rende perfettamente comprensibile la mancanza di ombre dinamiche, che a conti fatti è anche difficile da notare. Un po’ più antipatiche sono state invece delle approssimazioni nella gestione delle collisioni: in più di un’occasione si sono notate delle compenetrazioni, generalmente tra il modello poligonale di Delsin e alcuni elementi dell’ambiente come i muri dei palazzi e ponti di legno; speriamo di non ritrovarli anche nella versione finale del gioco. Per il resto il gameplay è decisamente simile a quanto visto in passato, quindi sicuramente positivo. Non vedo l’ora di scoprire le possibilità dei nuovi poteri che saranno resi disponibili nell’avventura.

BloodyladyRinoa: all’inizio è stato un po’ difficile giocare con XenoBahamut che dietro le spalle faceva il corvaccio del malaugurio dandomi della nabba. Effettivamente mi sono trovata un po’ spaesata nel gestire i movimenti da un palazzo all’altro, anche se è bastato prenderci un attimo la mano per vedere che effettivamente è un sistema scorrevole e veloce. A parte l’episodio simpatico di essere rimasta col protagonista metà sulla banchina e metà in acqua, bug che sicuramente in fase finale non sarà presente ma che è stato divertentissimo, il tutto è risultato davvero impressionante da vedere, soprattutto gli effetti grafici dei poteri che sono un tocco di classe non indifferente. La storia sembra intrigante e la demo mi ha lasciato con la voglia di giocarci al più presto, Delsin è proprio il tipo di protagonista che piace a me! (E non mi riferisco solo al fatto che è un bel fusto plasmato su un bel fusto, questo è un parere prettamente femminile.)

Ricordiamo che inFamous uscirà in esclusiva per PlayStation 4 il prossimo 21 marzo.

  

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About

A 10 anni chiede per Natale la Play Station al padre, dopo aver passato l'infanzia a scroccare videogames ai suoi amici maschi (ormai stufi di farsi stracciare a Street Fighter da una ragazzina). Scopre in età adolescenziale i grandi classici, ma intanto ha già perso la testa per Final Fantasy e gli (j)rpg. Il suo sogno è creare videogiochi contraddittori pieni di unicorni e principesse con spade a due mani.

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