Inazuma Eleven 3DS – Recensione

inazuma eleven
Review of: Inazuma Eleven
JRPG:
Level-5
Version:
Nintendo 3DS

Reviewed by:
Rating:
3
On marzo 11, 2014
Last modified:marzo 26, 2014

Summary:

Inazuma Eleven è una brillante idea di Level-5, gioco che unisce il genere calcistico a quello JRPG senza che essi vadano in contrapposizione l'uno con l'altro; la profondità di gameplay ed esplorazione fa di Inazuma Eleven un titolo godibile e impegnativo, ma la dinamica storica è statica e prevedibile, riempita di cliché che potrebbero tediare l'utenza più adulta.

inazuma eleven

Mark Evans è un talentuoso portiere della Raimon Junior High School, capitano della squadra di calcio della scuola e ragazzo pieno di energia e forza di volontà; Mark è erede di David Evans, suo nonno, divenuto una leggenda con la squadra Inazuma Eleven, che 40 anni prima faceva faville sui campi da calcio per poi disgregarsi senza motivo apparente; i membri di questa squadra sono poi spariti senza farsi più rivedere. Mark porta sulle spalle il peso della leggenda, e dovrà guidare una squadra composta da giocatori che hanno totalmente perso l’entusiasmo per questo sport alla vittoria del prestigioso torneo Football Frontier.

Informazioni sul gioco

Inazuma Eleven è il primo capitolo di una lunga serie di episodi legati alla saga, uscito originariamente per Nintendo DS il 22 agosto 2008 in Giappone ed il 29 gennaio 2011 qui da noi; quello qui proposto è il remake per Nintendo 3DS, uscito il 13 febbraio scorso solo sull’eShop. Il titolo è stato prodotto e sviluppato dal celebre team Level-5, ormai uno dei capisaldi per chi è appassionato di JRPG: il director è Takehiro Fujii, mentre il produttore è Akihiro Hino, fondatore del team e responsabile di tutti i titoli sviluppati (alcuni di voi lo ricorderanno anche per la serie Overblood, uscita su console Playstation). Il titolo originale è stato ben ricevuto dalla critica giapponese, con un 36/40 da parte di Famitsu, mentre la critica occidentale si è attestata su di una media del 7,5.

Audio

Parliamo ora del comparto sonoro di Inazuma Eleven: il compositore è Yasunori Mitsuda, celebre per essere responsabile di colonne sonore di giochi come Xenogears, Chrono Trigger, Shadow Hearts e Soul Sacrifice; l’intro invece è stata realizzata dalla band pop giapponese T-Pistonz. Inazuma Eleven ha dei temi musicali standard, che si adattano molto al tipo di gioco ed all’atmosfera scolastica, ma nella loro classicità potrebbero finire per risultare ripetitivi e tediosi, soprattutto per la poca durata totale delle tracce. I fan dei JRPG ritroveranno suoni già conosciuti ed orecchiabili, anche se potrebbero arrivare ad abbassare il volume ogni tanto. Non è possibile comunque rimproverare molto a Mitsuda, perché il tipo di gioco si adatta solo a determinati tipi di musica, semplice e basilare, ma tracce più lunghe avrebbero garantito più godibilità. Inazuma Eleven brilla di più negli effetti, soprattutto sul campo di gioco, con un’ottima varietà di suoni per le tecniche speciali. Il doppiaggio è stato realizzato anche in italiano, lingua che abbiamo utilizzato per la recensione, e mi sento di dire che il risultato sia nella media: fa piacere avere voci in italiano per questi giochi, spesso neanche tradotti a livello di testo, ma i doppiatori presenti sono sempre gli stessi, cosa che potrebbe annoiare chi già segue molti anime e serie tv in televisione. I dialoghi con voce sono comunque pochi, quindi il doppiaggio influisce poco sulla valutazione del sonoro.

Grafica

Inazuma Eleven dispone di un discreto comparto grafico, e non è necessario fare un paragone con il titolo originale per DS, essendo questo un mero porting con l’intenzione di garantire all’utenza 3DS di accedere al primo capitolo della saga. La nuova versione dispone ovviamente della funzionalità 3D, ma è poco sfruttata, potendo visualizzare quasi solo mappe, con poca differenza e nessuna utilità; apprezzabile invece la tridimensionalità nelle animazioni delle tecniche speciali, che danno un tocco di classe in più alle numerose mosse. Possiamo infine dire che la grafica è buona, essendo già degna di nota nella versione DS, e mostrando ancora una volta le capacità di Level-5 in questo senso.

Gameplay

È giunto il momento di parlare della struttura di Inazuma Eleven, punto forte del titolo: Level-5 ha portato una grande innovazione, sia nel genere sportivo che in quello RPG, fondendo le due parti e riuscendo a creare un prodotto avvincente ed equilibrato, nonostante i due generi sembrino agli antipodi. L’esplorazione e l’interazione con ambiente e personaggi ricordano molto i JRPG classici, con apertura di tesori, conversazioni sempre diverse con uno stesso NPC, incontri casuali: è proprio quest’ultimo elemento che garantisce il passaggio fluido tra un genere e l’altro, grazie al quale potremo affrontare brevi sfide contro giocatori di club diversi, ottenendo in caso di vittoria i classici punti esperienza che servono per far salire di livello la rosa della squadra; va da sé che questi incontri rappresentino i “mostri” normali da sconfiggere, per potenziare i personaggi e prepararsi ai boss di fine capitolo: i boss in questo caso sono le grandi squadre da affrontare nel torneo regionale e nel Football Frontier. Il gameplay vero e proprio fa uso dello stilo, che trascineremo sullo schermo per spostare i giocatori e toccheremo per i passaggi ed i tiri; è necessaria una menzione su questa funzionalità, in quanto talvolta toccando lo schermo il giocatore non effettuerà il comando richiesto, ma è possibile che si tratti di un’imprecisione dell’hardware: il mio consiglio è quindi di toccare con forza e precisione, per evitare di essere agguantati dal difensore, che spesso vi impedirà di segnare un gol sicuro a porta sguarnita. Per il resto, sfide e partite sono avvincenti, con svariate possibilità tattiche e di formazione, oltre che poter premeditare ogni singola azione impartendo direzioni ai giocatori senza palla e selezionando zone di passaggio ancor prima di un contrasto; questa meccanica rischia però di far risultare la partita fin troppo facile, riuscendo ad effettuare passaggi filtranti per gli attaccanti senza incappare nella trappola del fuorigioco. A questa facilità di arrivare sotto porta si aggiunge la rapidità di guadagno di EXP, che ci consente di raggiungere in breve tempo un livello più alto di quello richiesto, spesso senza neanche farlo apposta. Nonostante questo la profondità tattica rimane, considerando anche le tecniche speciali e soprattutto gli elementi che caratterizzano un giocatore: fuoco, albero, montagna e vento. Questi elementi devono essere presi in seria considerazione, perché garantiscono un serio vantaggio/svantaggio sia nei contrasti che nei tiri: un attaccante fuoco avrà grandi possibilità di segnare ad un portiere albero, anche se di livello inferiore. Fuori dal campo, gli utenti avranno la possibilità di sbloccare un grande numero di giocatori ingaggiabili tramite una mappa di contatti, con riquadri sbloccabili andando avanti nella storia e spendendo punti carisma, guadagnati attraverso sfide e partite; la varietà di giocatori è notevole, e sbloccare tutto richiederà una grande quantità di tempo. Inazuma Eleven, come i classici JRPG, dispone di sfide e training ulteriori per potenziare i parametri, sia della squadra che dei giocatori singoli; non dimentichiamoci poi dell’inventario, con oggetti da comprare e raccogliere che ripristinano l’energia dei personaggi, e maglie e scarpini da usare come equipaggiamento. Tutti questi elementi garantiscono una longevità superlativa, degna del classico genere nipponico, e sbloccare tutto richiederà grande dedizione e fatica. Il gameplay è senza dubbio la nota più positiva del gioco, che ha una dinamica storica piena di situazioni viste e riviste dagli appassionati di anime e giochi di questo genere, causando un alto tasso di prevedibilità di ciò che succede mentre si gioca.

Opinioni Finali

Un’idea che sembra un incrocio tra Captain Tsubasa e Shaolin Soccer fa di Inazuma Eleven una valida alternativa alla staticità dei generi calcistico e JRPG, unendo le due parti che si sposano benissimo tra loro. L’ultima menzione sulla storia del gioco mi porta però a ritenere che Inazuma Eleven sia un gioco adatto ad una fascia di età adolescenziale, o comunque per chi non si sia mai avvicinato agli anime tradizionali, che riportano un comportamento dei personaggi ed intrecci molto ripetitivi, prevedibili e talvolta frustranti. Il titolo è comunque valido, pioniere di un nuovo genere che spero verrà approfondito sempre di più, e perché no con una dinamica più seria ed adulta. La mia valutazione sarebbe 8 per un pubblico adolescenziale, ma per l’utenza generica mi trovo costretto ad abbassare il tiro, conscio del divertimento e dell’innovazione apportato da Inazuma Eleven.

(7/10)

Rain

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Amante dei videogiochi di nicchia e della natura, il mio scopo è trovare la vera essenza dei titoli che gioco attraverso analisi filosofica, musica ed emozioni.

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