The Last of Us: Left Behind – Recensione

"Non andare"

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Action-Adventure, Survival Horror:
Naughty Dog

Reviewed by:
Rating:
4
On febbraio 17, 2014
Last modified:marzo 20, 2014

Summary:

The Last of Us: Left Behind è un DLC carico di emozioni che ha Ellie come perno, in bilico tra la spensieratezza dell'adolescenza con Riley e la durezza della realtà esterna, che la porterà ad una maturazione prematura ed una conseguente fragilità emotiva.

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The Last of Us è sempre lo stesso, un gioco che ti pone davanti a situazioni difficili e ti appesantisce l’animo: il suo DLC Left Behind non è da meno.

Partiamo dai fatti basilari e di poco conto: Left Behind dura molto poco, appena due ore, e descrive due storie separate che hanno Ellie come protagonista e come personaggio che dovremo utilizzare in prima persona; la prima situazione è ambientata subito dopo la brutta ferita che Joel incassa nei laboratori di scienza dell’Università dell’Eastern Colorado: Ellie lo carica sul cavallo e lo porta al sicuro in un centro commerciale, dove dovrà poi cercare un kit medico per ricucirlo, trovando ovviamente infetti e cacciatori sul percorso. L’altra situazione è a Boston, nella quale Ellie è arruolata nella scuola militare e l’amica Riley si è unita di nascosto alle Luci, dopo essere cresciute insieme nella scuola; Riley sparisce per settimane ma torna all’improvviso ed invita l’amica a passare una giornata sgattaiolando fuori dalla zona di quarantena, effrazione che insieme hanno compiuto molte volte.

Senza fare inutili spoiler, diremo semplicemente che la parte con Riley è più comunicativa e psicologica, mentre quella con Joel meramente attiva e di combattimento, con uno stacco netto tra due situazioni che si alternano continuamente, usando l’espediente del cliffhanger, più o meno forte; questa narrazione funziona, e tiene incollati per tutta la durata del DLC, che conviene giocare tutto d’un fiato, essendo stato ideato per essere apprezzato in maniera continuativa e senza interruzioni: i cambi di scena sono così frequenti che spezzare il ritmo sarebbe solo deleterio. Si denota infatti un crescendo di sottofondo, soprattutto nella situazione con Riley, che porta inevitabilmente a qualcosa di grosso, ad un punto di non ritorno che il giocatore si aspetta. Concordo nel dire che le due avventure mostrano la maturazione ed il carattere diverso di Ellie, con una fragilità psicologica di fondo che non può migliorare, dopo tutto quello che ha passato; l’impressione che ho avuto di Left Behind, però, è che la storia con Riley fosse il palcoscenico, mentre l’azione nel centro commerciale una sorta di dietro le quinte, un condimento per spezzare e rafforzare la progressione dello spettacolo. Devo proprio dirvelo, questo spettacolo si merita la standing ovation almeno in un paio di occasioni, dove Naughty Dog mostra una capacità di narrazione dagli alti connotati morali e naturali: è questa naturalezza che ho apprezzato sia nel gioco che nel DLC, un modo di esprimersi senza costrizioni e senza peli sulla lingua, che comportano un effetto davvero potente per persone come noi, che volenti o nolenti siamo abituati a certi standard in una società restrittiva.

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Vi dico con tutto il cuore che queste due occasioni valgono il DLC: state comprando un oggetto non per il gameplay ma per l’emozione e l’insegnamento che se ne può trarre, cose che peraltro ricerco principalmente in un videogioco; essendo “scarno” in un certo senso, Left Behind vi costringe a focalizzarvi su quello che rimane, ovvero i dialoghi e la narrazione, prestando attenzione al peso delle parole ed agli atteggiamenti dei personaggi. Al contenuto non si può del tutto rimproverare l’eccessiva velocità degli avvenimenti, che portano ad una longevità esigua, semplicemente perché rafforza la fugacità delle cose, i bei momenti che vorresti non finissero mai, soprattutto quando sai che dietro c’è una possibile separazione o qualcosa di temibile: questo porta a tentare di vivere più a lungo il momento, cercando di notare ogni piccolo dettaglio e rallentare la progressione che incalza sul giocatore ed alla fine lo inghiottisce. In Left Behind non c’è nessuna possibilità di fuga, ma ti insegna ad andare avanti nonostante le difficoltà, per quanto grandi ed insormontabili possano essere: la potenza narrativa ti pone su due fuochi, da una parte la speranza e la pienezza della forza di volontà, dall’altra il vuoto che l’inesorabilità ti instilla nell’animo, facendo di te una persona forte fisicamente ma fragile mentalmente ed emotivamente. Ellie è così, una ragazza che si è fatta carico di tutto senza avere la forza di sostenerlo, quindi trascina dietro si sé il peso con fatica, e Joel le ha spesso messo il carico da novanta, invece di aiutarla.

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Non potendo fare spoiler non c’è molto altro da dire, Left Behind rappresenta una valanga di emozioni che posso esprimere solo con chi lo ha finito ed ha avuto una percezione simile o che abbia qualcosa da condividere, quindi se non lo avete ancora fatto vi invito ad intraprendere questo breve percorso, che vi farà immedesimare in Ellie, riportandovi alla vostra stessa infanzia/adolescenza e facendovi rivivere quella sensazione di protezione, come fossimo dentro ad una bolla che dovremo bucare per catapultarci in quella realtà che tanto ci fa paura.

Ellie ne ha avuto solo un assaggio, ed è uscita troppo presto.

(8.5/10)

Rain

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Amante dei videogiochi di nicchia e della natura, il mio scopo è trovare la vera essenza dei titoli che gioco attraverso analisi filosofica, musica ed emozioni.

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