Filosofia Videoludica #1: Soul Sacrifice parte I

Dannazione e meschinità umana, prima parte dell'analisi della tetra opera di Keiji Inafune

soul sacrifice
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Salve lettori di EIR Games, con questo post comincia la mia rubrica intitolata “Filosofia Videoludica“, nella quale analizzerò diversi giochi da un punto di vista filosofico ed emozionale, prendendo in considerazione riflessioni di filosofi famosi incrociati con il mio pensiero e le mie sensazioni. Partiamo subito con Soul Sacrifice, titolo esclusivo PS Vita realizzato da Japan Studio.
Il gioco mi ha colpito molto, così tanto che ho deciso di scrivere qualcosa anticipando altri progetti che avevo in mente; non l’ho finito, anzi sono ancora in una fase poco avanzata, ma già basta per alcune considerazioni. Soul Sacrifice ti risucchia in una spirale di oscurità eterna, dilata il tempo e cambia per un po’ la tua visione del mondo esterno, che risulterà più teso ed austero; questo effetto è stato reso possibile perché le ore di gioco le ho trascorse in treno, e fuori il tempo era nuvoloso e la natura era statica. Il mondo non risulterà proprio minaccioso, però da osservatore esterno potremmo dire che la terra che vediamo è spesso il risultato di tanto odio, analizzato nel gioco sia ai primordi sia con le prime civiltà.
La terra ed il cielo nascono da due fratelli giganti, i quali all’inizio erano il tutto e poi si sono divisi: l’invidia del gemello minore lo ha costretto alle radici della terra, mentre il maggiore controlla il cielo ed è il più venerato. L’essere umano nasce già corrotto dall’odio del gemello minore, che ha contaminato gli animi e la natura stessa; egli si divide in due popoli principali, i Romalus ed i Druidi, che ad una prima occhiata ci rilanciano subito all’età dell’Impero Romano, nel lungo periodo di scontro tra Romani e popolazioni celtiche. E’ così che ho facilmente circoscritto società, economia e sviluppo tecnologico del mondo di Soul Sacrifice, proiettando tutto in quel determinato periodo storico. Analogamente alla storia, i Druidi, molto legati al culto della Terra, vengono sopraffatti dai Romalus, veneratori del Cielo e maggiori di numero; il popolo sconfitto rimarrà una minoranza nel nuovo Impero, ed assimilerà i costumi locali, pur mantenendo rituali ed abitudini autoctone. Tali rituali rientrano nella sfera magica, punto principale di forza dei Druidi, stregoni in grado di evocare spiriti e sconfiggere i mostri.
La devastazione e le guerre dei due popoli hanno generato tali mostri, i quali sono esclusivamente esseri umani corrotti e divenuti Arcimmondi; lo scopo dei Druidi è quello di essere assassini a protezione dei Romalus, i quali in cambio ne garantiscono la sopravvivenza; l’omicidio corrompe inevitabilmente l’animo dello stregone, che deve racchiudere le anime immonde nel proprio corpo e divenire a sua volta un mostro.
Il mondo è avvolto in una spirale di morte e dannazione eterna, e capirne le motivazioni è molto più interessante del gameplay stesso, nel quale dovremo abbattere file e file di mostri. Librom, un libro magico che racchiude le memorie di uno stregone, ci accompagna in questo tetro mondo, illustrando i cambiamenti naturali e spiegando le storie dei vari Arcimmondi, esseri umani vittime della storia e della società, portati all’esasperazione da eventi apparentemente innocui ma carichi di forte influenza psicologica. Alcuni esempi verranno analizzati nella seconda parte dell’analisi, per ora ci atteniamo al dire che filosoficamente parlando, nell’universo di Soul Sacrifice l’uomo è cattivo per natura, e non ha alcun modo di riscattarsi con azioni pratiche o religiose; questo perché il primordio stesso è corrotto, composto da un gemello minore invidioso e da un gemello maggiore protettore di giustizia e ragione ma certamente compiaciuto del proprio dominio. Ne risulta che il mondo non è equilibrato ma è tendente all’oscurità, quindi non è possibile incolpare gli Arcimmondi, le loro storie giungono alla mia mente che reagisce con compassione e senso di comprensione. I Druidi, forse veri protettori di valori giusti, sono costretti a vivere secondo il male necessario, divenendo consapevolmente peggiori dei Romalus.
Abbiamo di fronte a noi una visione molto schopenhaueriana del mondo, il quale coincide in tutto e per tutto con l’inferno: se la radice dell’uomo e del primordio è la volontà di autoconservazione, e di conseguenza il soddisfacimento delle brame personali, il desiderio sempre crescente ed irrealizzabile conduce a noia e dolore; gli Arcimmondi sono tendenti a voler soddisfare un determinato desiderio, attuabile in cambio di un prezzo da pagare piccolo in un certo senso (ne vedremo alcuni in futuro), ma congetturato in modo da rendere il desiderio parzialmente appagato o inappagabile. L’Arcimmondo continuerà a dannarsi in eterno, così come ogni creatura del mondo che non potrà realizzarsi; la Terra di Soul Sacrifice risulta essere l’inferno di Schopenhauer. Il male intrinseco delle creature li costringe ad un circolo vizioso che è ben riassunto da una citazione del famoso filosofo tedesco: ” Il mondo è appunto l’inferno e gli uomini sono, da una parte, le anime tormentate e, dall’altra, i diavoli.”

Tearful Tone accompagna perfettamente nell’abisso, e serve da ispirazione per questa analisi; ci vediamo prossimamente per la seconda parte!

Articolo originale sul mio blog personale, Gaming Trascendentale.

Rain

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Amante dei videogiochi di nicchia e della natura, il mio scopo è trovare la vera essenza dei titoli che gioco attraverso analisi filosofica, musica ed emozioni.

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